Page 5 of 9 FirstFirst ... 34567 ... LastLast
Results 41 to 50 of 85
  1. #41
    ::: ::: Il Resto del Carlino ::: :::
    {Giornale Liberale}
    Marzo 1915
    {a cura di Antonio P.}


    <<
    https://www.youtube.com/watch?v=AssDQbaIP_I >>

    [Politica Interna]
    -Gabriele d’Annunzio e l’Impresa di Fiume


    « Parto ora. Domattina prenderò Trieste con le armi, mi levo dal letto febbricitante, che il dio d’Italia ci assista! », ha scritto il famoso poeta e scrittore Gabriele d’Annunzio ad Arnaldo Mussolini poco prima di partire per Trieste, dove aveva cominciato la nobile rivolta dell’Italia irredente. Il Quinto Governo Giolitti aveva rifiutato di sostenere l’impresa del poeta, bollandola come una dolce utopia, e non diede l’ordine di mobilitare l’esercito d’Italia verso l’Istria e verso la Dalmazia. Con vitali parole, il d’Annunzio ha tenuto un discorso di fronte ai reparti militari alpini Arditi, invitandoli a disertare e sostenere la sua causa. I "disertori in avanti", si sono radunati in 2600 a Ronchi, dove hanno marciato con d’Annunzio fino a Trieste. L’animo della folla era particolarmente sorpreso all’arrivo di d’Annunzio e dei suoi, e autoproclamatosi "Comandante dell’Istria" il temerario poeta ebbe conclamato alle sue armi altri 5400 uomini tra i cittadini triestini. Gli austriaci non c’erano, e nemmeno un colpo hanno dovuto sparare per liberare la Trieste irredente. Il sindaco di Trieste, Alfonso Valerio, irredentista pure lui, ha applaudito a d’Annunzio, che pur lo aveva sollevato dai suoi incarichi.


    Gli arditi dannunziani hanno imbracciato le armi e sono scesi laddove altri popoli reclamavano curiosi e inauditi diritti, sottraendo l’Istria e la Dalmazia ai militi croati e sloveni. Gli scontri armati si sono verificati a "Kobarid", rinominata Caporetto, "Gorica", rinominata Gorizia, "Pula" rinominata Pola. In totale da ambe le parti sono caduti un centinaio di uomini: dopo questi spiccioli assalti, che hanno visto l’Italia trionfare, i nobili volontari hanno disceso il Carso e i monti Velebeti, reclamando le Isole Adriatiche; mancando delle imbarcazioni, il Comandante d’Annunzio ha radunato le truppe a Fiume, "Rijeka" per i croati. Quella Fiumana è stata una delle imprese più difficoltose e impensabili della storia militare italiana recente: sparati a colpi di moschetto una decina di militi croati, la cittadina presto cadde nelle mani del poeta combattente, e a bordo dei pescherecci e delle imbarcazioni attraccate nel porto di Fiume conclusero l’ardua impresa tra le isole dalmato-istriane della Carnarola, e di Brazza, Lesina, Curzola e Lissa.

    Tornato vittorioso a Roma con i suoi uomini, ricevuti applausi e inchini, d’Annunzio ha preso il disturbo di dedicare a Giovanni Giolitti una meritata pernacchia poetica: un uomo solo e senza un vero esercito hanno sfidato le vane e immobilizzanti paure di alcuni politicastri da salotto. Adesso, ammainate quelle austriache, suTrieste, e sulle Isole batte in alto con possenza, levato dal vento, il fiero tricolore italiano. Il Governo ed il re non hanno naturalmente riconosciuto la carica di d’Annunzio a Comandante d’Istria e Dalmazia, limitandosi a proclamare la nascita della nuova Provincia di Trieste. In disaccordo con questa scelta, il poeta ha voluto ritirarsi nella sua dimora a Garda, continuando a ostentare il titolo di Comandante di Istria e di Dalmazia.

    -Formazione del PNS e Marcia su Roma


    Le violente azioni di squadrismo non si sono fermate all’assalto dell’Avanti! di Milano: i militanti temibilmente vestiti in camicia da notte hanno continuato per mesi ad assaltare per poi dare alle fiamme le sedi dei partiti socialisti e ad irrompere d’improvviso nei comizi e nella assemblee del PSI: d’altro canto, i socialisti ferventi e rivoluzionari si sono ritrovati a combattere i sansepolcristi sotto il nome di "Arditi del Popolo" (AP), il quale simbolo è un littorio sfasciato in due da un ascia, e il saluto si contrappone a quello romano reintrodotto dai Fasci: a palmo chiuso, alzano in alto il braccio sinistro. Il Governo, altamente preoccupato per la nascita di queste formazioni socialiste rivoluzionarie, ha cercato ancora una volta di trattare con i Fasci, visti come potenziali alleati, "lasciandoli lavorare in pace", mentre la polizia si concentra unicamente sull’AP; le camicie da notte non hanno fatto molto caso alle advances del Governo, le spedizioni punitive sono pressocché acefale e non discernono tra socialisti e liberali. Sono state addirittura assaltate anche alcune sedi della Coalizione Cattolica di Gentiloni. Gli squadristi obbediscono disordinatamente innanzitutto ai capi locali e non sotto il diretto comando dei vertici del FIS. Quindi non rispondono direttamente ad un Arnaldo Mussolini, nonostante questi si vanti di tenere un "piccolo esercito" ma a un Renato Ricci, un Rino Daus o un Farinacci.

    Altrettanto atroci sono state le azioni dell’arditismo popolare socialista, che si è compiuto nel massacro di diversi militanti del FIS, facendo esplodere qualche sede e qualche stampa del "Popolo d’Italia". Tragedia a Torino: dove un ragazzotto sedicenne, Pierino del Piano, è stato sparato dai socialisti per aver gridato « Viva l’Italia! », magari per sciocchezzuola, e neppure per dimostrare simpatia a certi movimenti politici; mentre lo squadrista Rino Daus è stato coinvolto in un agguato degli Arditi del Popolo ed è stato prima sfigurato sfracassandogli il naso e il cranio con delle baionette, in fine lasciato morire per lento dissanguamento. Gli squadristi d’altro canto si sono precipitati in gran numero nella neonata provincia triestina arringando la folla irredente e compiendo gesta vandaliche contro i rossi e contro le minoranze croate e slovene, in fuga verso sud. Sono stati dati alle fiamme l’Hotel Balkan gestito da croati e il palazzo sloveno Narodni Dom a Trieste.

    Sempre tra le strade e tra le piazze d’Italia, si assiste a una nuova commistione politica. Il "Partito Radicale Sociale", formato dai fuoriusciti del Partito Radicale Italiano Giulio Alessi ed Ettore Sacchi, hanno deciso di confluire nel movimento dei "Fasci Italiani Sansepolcristi", che avendo ad ora riunito a se diverse posizioni socialrivoluzionarie e nazionaliste rappresenta una forza "insolita", "alternativa" nel belpaese. Arnaldo Mussolini ha rinominato il movimento dei Fasci in "Partito Nazionale Sansepolcrista" (PNS), mantenendo vivi i simboli e le uniformi. Il Partito Parlamentare dei Radicali Italiani hanno commentato con disprezzo la scelta di Ettore Sacchi e di Giulio Alessi, mentre sua altezza il re Vittorio Emanuele III restava dell’idea che l’indisciplinato "movimentucolo" sarebbe svanito nel nulla da un momento all’altro, non appena Giovanni Giolitti avrebbe compiuto un altro dei suoi miracoli politici. Che nano Sciaboletta! Non può vedere lontano!



    Arnaldo Mussolini, soprannominato "il Duca" dai suoi, ha compiuto una Marcia su Trieste, per spodestare tutti i politicanti croati e sloveni dalle loro poltrone, facendo irruzione nei palazzi del potere scaraventandoli fuori di lì con la forza. Successivamente, quasi come se quella Triestina fosse stata una prova preparatoria, "le camicie da notte della rivoluzione" hanno circondato Roma. Il re Vittorio Emanuele III non ha voluto proclamare lo Stato d’Assedio di fronte all’imponente adunata dei 70 mila squadristi che vestiti in camicia da notte hanno accerchiato il Quirinale. Poi, alla fine dopo 72 ore Arnaldo Mussolini, scortato da una colonna di squadristi e affiancato da quattro quadrumviri, ha fatto il capolinea al Quirinale con passo svelto. Il Duca, entrando prorompente nel Palazzo ha incontrato sua ridotta altezza il re Vittorio, e ha avuto modo di colloquiare privatamente con le alte cariche dello stato. Fuori al Quirinale intanto, i militanti vestiti in camicia da notte hanno iniziato a intonare "Giovinezza", facendo ruggire i motori delle centinaia di motociclette.

    Finché, nottetempo, dal balconcino del Quirinale sono spuntati il Duca, re Vittorio, Giovanni Giolitti, Facta (che voleva lo stato d’assedio) e alcuni ministri, annunciando la sovrana e indiscutibile scelta di dare la fiducia al Primo Ministro Arnaldo Mussolini. Costui ha iniziato a parlare di fronte alla platea eccitata: « Italiani! Camicie da notte della rivoluzione! Il nostro movimento è stato coronato dalla vittoria. Abbiamo assunto i poteri politici dello Stato per l’Interno e per gli Esteri. Il nuovo Governo, mentre consacra il nostro trionfo col nome di coloro che ne furono gli artefici per terra e per mare, raccoglie a scopo di pacificazione nazionale, uomini anche di altre parti perché devoti alla causa della Nazione. L’Italia ha bisogno di unità. Il Sansepolcrismo italiano è troppo intelligente per desiderare di stravincere. Sansepolcristi. Vi ringrazio per la magnifica prova di coraggio e di disciplina. Voi avete bene meritato dell’avvenire della Patria. Smobilitate questa piazza con lo stesso ordine perfetto col quale vi siete raccolti. Tornate alle consuete opere poiché l'Italia ha ora bisogno di lavorare per attingere le sue maggiori fortune. Viva l’Italia! Viva il Sansepolcrismo! Andate in Pace! »
    In tarda serata erano stati annunciati i nomi del nuovo Gabinetto Mussolini; all’atto dell’insediamento sono presenti: 3 ministri sansepolcristi, 2 democratici, 2 liberali, 1 conservatore, 1 indipendente e 2 militari. In data Gennaio 1917 si terranno nuove elezioni politiche. Le camicie da notte hanno liberato disordinatamente la Piazza del Quirinale continuando a intonare cori, squillando le trombe e i clacson delle moderne autovetture.


    [Politica Estera]

    <<
    https://www.youtube.com/watch?v=4TOlOmilwQY >>


    -Costanzo Ciano nell’Europa senza Vienna

    Costanzo Ciano, conte di Cortellazzo e di Buccari, padre meridionale e madre settentrionale, uomo d’armi e simbolo vivente dell’unione del belpaese, è stato chiamato a servire la politica estera Italiana nel Governo Arnaldo Mussolini: la scelta sarebbe potuta ricadere su un Sidney Sonnino o su un Dino Grandi, ma l’Italia desidera e chiede cambiamento. Il Duca e Ciano si sono incontrati e hanno discusso delle proprie intenzioni e dell’attuale situazione politica in Europa, arrivando a conclusioni concordanti: l’Impero Austriaco, cadendo come un sacco di patate e levandosi di torno autonomamente, ha lasciato lo spazio all’Italia per respirare e ha dato l’opportunità per reclamare i propri diritti di potenza in Europa. Costanzo Ciano ha ribadito di volere al momento mantenere sia l’alleanza difensiva con Berlino, sia i rapporti diplomatici instaurati con l’Impero Russo, ma che devono essere rivisitati in mancanza dell’Impero Austriaco: e qualora non si trovasse alcun intesa militare, l’Italia continuerebbe comunque i lieti scambi mercantili con i porti di Odessa e Sebastopoli.

    In relazione alla Francia, l’Italia vorrebbe continuare la linea neutralista e amichevole finora mantenuta, non nascondendo pur tuttavia un occhio bramoso sulla Corsica, memore su Nizza e su Savoia; sulle quali molti irredentisti hanno iniziato a spendere qualche parolina. René Viviani, a quanto ci dice la stampa francese, sarebbe favorevole al riconoscimento delle terre irredenti all’Italia, pertanto questa potrebbe essere la volta buona per l’Italia per ottenere qualcosina indietro per mezzo di pacifiche trattative. In relazione a Madrid, l’Italia non ha al momento alcuna intenzione, mentre si continua a riconoscere l’importanza di Londra anche se finora non si sono ancora stabiliti dei veri e propri rapporti tra i due paesi.

    La politica estera di Costanzo Ciano non sembra discostarsi quindi molto da quella dei suoi predecessori, ma la sottile differenza sta nel fatto che stavolta l’Italia non si considera vilmente succube delle altre potenze, ma come una nazione attiva di prodi patrioti, di poeti, di eroi e di scrittori, che nel nome della difesa dei suoi interessi nazionali subentra nella politica estera continentale calpestando le vili ceneri dell’antico nemico austriaco. Or ora che l’Austria altro non è che uno statarello indifeso rinchiuso tra le Alpi Noriche, l’Italia si ritiene in diritto di reclamare le terre irredenti di Trento e di Bolzano, dopodiché intende "collaborare" con alcuni politici austriaci a situazione chiarita, ergendosi a "protezione" dell’indipendenza della piccola nazione tedescofona.

    -Impero Russo, Impero Tedesco, "Oblio Scandinavo"


    Costanzo Ciano ha fatto spedire alla corte russa un mazzo di fiori di specie endemiche che crescono solo in Italia: il bluastro "zafferanetto di Romolo", il violaceo chiaro "Lino di Catia", ed il roseo "arrestabue". Il mazzo, indirizzato alla persona della Granduchessa Maria Nikolaevna Romanov, principessa ereditaria di Russia, esprime amicizia e reciproco supporto, entusiasmo per la ritrovata erede, che possa essere una buona succeditrice e che possa la divina provvidenza risparmiarle il triste destino che si è invece abbattuto su altri eredi. « In Romae Hereditate » la scritta incisa sul mazzo di fiori, nella riconoscenza che anche in Russia non manca la nobile eredità romana; la principessa nonostante la sua quindicenne età sembra avere una personalità non influenzabile dalle viziose ambizioni dei nobili russi, e questo non può che essere un bene. Ha inoltre espresso comprensione per Nicola II, partito in vacanza nelle acque artiche pur di staccare la spina. Non ci si esprime invece sul curioso processo contro un orso bianco, ritenuto barbaro e incivile da alcuni, ma comunque comprensibile: la Russia ha perso tutti i principi maschi, e l’orsa si era resa responsabile di uno dei tanti delitti, pertanto è stata data in pasto alla plebe affamata e le sue soffici pelli sono diventate il tappetino principale nel Palazzo d’Inverno.

    In relazione alla crisi parlamentare dell’Impero Tedesco, comunque molto simile a quella Italiana, Costanzo Ciano non ha avuto molto da dire, rassicurato del fatto che se anche l’Italia ha saputo "spernacchiare" beatamente i socialisti nonostante i risultati delle elezioni pendessero a loro favore, in un paese come la Germania non si potrebbe mai cedere alla SPD, e qualora cedesse vorrebbe dire che l’Italia ha un qualcosa di cui vantarsi, riuscendo laddove i tedeschi avrebbero fallito. Quanto a quello che abbiamo definito come "Oblio Scandinavo", in mezzo ad un articolo dove si parla di due Imperi, l’Italia di Ciano resta sbalordita di fronte alla situazione da ecatombe che ha travolto l’un tempo pacifica e immobile penisola, "dall’univoca conformazione territoriale." Pare, se si vuol essere rudi, che ora quella flaccida terra si stia "innalzando" verso un futuro incerto. Poco cambia all’Italia delle sorti delle nazioni scandinave, ma l’Italia spera il bene.
    Last edited by falco1994; 08-08-2018 at 01:20 PM.
    http://www.lospecchiodieva.com/2014/04/18/che-te-fai-dun-titolo-charles-bukowski/

  2. #42
    ♠♠♠ Royal News ♠♠♠



    | Nuove politiche coloniali |

    Le mosse politiche precedentemente attuate nei confronti dei protettorati inglesi si son rivelate esser vincenti ma tuttavia per quanto esse potessero esserlo vi son state grandi falle principalmente sul settore agricolo, favorendo una pesante industrializzazione infatti ne hanno risentito le campagne le quali non essendo ben coltivate per un lungo periodo son diventate in alcuni casi aride in altre meno produttive. A risentirne maggiormente è stata la perla dell'impero. L'India la quale possedendo ancora una società di stampo agricolo anche un lieve mutamento nella propria produzione può portare al collasso dell'intero sistema. Fortunatamente il responsabile della nuova compagnia delle indie che altri non è se il secondogenito del re, Giorgio VI il quale conscio della situazione è riuscito ad intervenire prima che il danno fosse irreversibile e facesse collassare l'intera società indiana. Il figlio del re difatti grazie alla sua posizione è riuscito ad avere grandi quantità di rifornimenti, sfortunatamente i suoi calcoli non sono stati perfetti e una leggera crisi è comunque avvenuta in India ma il ministro degli esteri ha espresso: "Il principe è saggio e lungimirante, ora che possiede l'intero appoggio del regno riuscirà sicuramente a risolvere questa piccola faccenda". Nonostante la crisi alimentare l'India sembra che riuscirà a riprendersi velocemente, l'industrializzazione pesante del paese, la nascita di numerose ferrovie e le manutenzioni dei porti permetteranno ad eventuali carichi di viveri d'esser trasportati e consegnati più velocemente. Negli altri paesi essendo la crisi meno pericolosa ed in stato nettamente meno evoluto il re insieme al governo inglese ha bollato un editto nel quale il 75% delle attuali forze lavoro dedicate all'industrializzazione del paese passeranno al sistema agrario per evitare una situazione come in India o peggio. Questa improvvisa crisi inoltre vede il regno unito costretto ad interrompere l'invio d'approvvigionamenti all'impero del Maghreb



    La crisi agricola non sembra essere l'unico problema albergante nella grande e splendente perla del leone britannico, sembrerebbe di fatti che il misterioso killer riapparso a Londra i quali Scotalnd Yard pensa sia nuovamente "Jack The Ripper" o JTR sembrerebbe abbia abbandonato il suolo londinese forse per timore delle pattuglie sempre più fitte e del coprifuoco, qualunque sia il motivo che ha spinto questo sudicio essere ad abbandonare l'Inghilterra sembrerebbe esser arrivato in India commettendo quello che si può definire un vero e proprio massacro, venti donne sono state ritrovate sgozzate, mutilate e infine con gli organi asportate in tutta la capitale dell'India. Le donne disposte in cerchio con al centro una scritta "Now I'm here". Questi eventi fanno sprofondare nel caos il territorio tanto che la corona teme un possibile collasso della regione, alcuni indiani tuttavia sembrerebbero affermare d'aver visto il killer mentre uccideva delle vittime mentre altri giurerebbero d'aver udito macabri suoni provenienti da alcuni vicoli o baracche della zona più povera della capitale.

    | Investimenti in medioriente |

    Dopo l'acquisizione del Bosforo da parte del governo inglese molti imprenditori hanno iniziato ad aprire alcune industrie in quella zona, inizialmente piccole imprese ittiche avide di portare sul mercato inglese il pesce del mar Nero in seguito sono arrivate industrie carbonifere le quali hanno trovato terreno fertile in Costantinopoli. Il sultano rideva sotto i baffi mentre firmava i permessi alle compagnie di estrarre il carbone o di pescare i pesci, ancor di più rideva quando le industrie si son espanse e dal semplice settore del carbone sono arrivate a toccare quello dei combustibili casalinghi in generale assumendo molti taglialegna intenti ad esportare nella madre patria il pregiato legno turco. Il sultano rideva e continua a ridere, sembrerebbe infatti che una buona fetta dei guadagni vada ad esso, ha difatti concesso su richiesta della corona inglese di proteggere le nuove imprese presenti sul proprio territorio poiché mentre i ricchi turchi ridono e godono delle industrie britanniche sembrerebbe che la popolazione sia ostile verso di esse tentando attacchi terroristi minati a far esplodere mezzi o sedi delle aziende, attentati perfettamente sventati dalla milizia ottomana.

    Anche nel protettorato dell'Aden aumentano le imprese ittiche e dopo la scoperta di giacimenti petroliferi molti imprenditori inglesi insieme ai propri colleghi americani son entrati nella penisola arabica alla ricerca di un colpo di fortuna e di trovare una vera e propria miniera d'oro nero che sicuramente avrebbe permesso a loro e ad almeno un paio di proprie generazioni una vita incredibilmente agiata. Questo ovviamente è il sogno di qualunque giovane imprenditore che entra nel settore petrolifero, nonostante ciò il governo inglese insieme a quello americano ha deciso di stanziare alcuni fondi per aiutare questi giovani imprenditori nella loro impresa richiedendo però alti tassi d'interesse nel caso l'operazione dovesse rivelarsi produttiva, il motivo iniziale è dovuto ad un tentativo di scoraggiare una simile impresa viste le precedenti ricerche che nulla hanno fruttato ma ciò non ha fermato minimamente i giovani imprenditori che nel loro spirito da avventurieri hanno accettato le dure condizioni del governo prima inglese e poi americano, il secondo tuttavia sembrerebbe stato molto più morbido al riguardo, forse per via della recente crescita economica grazie ai giacimenti scoperti nel Texas.




    | Rispolverati e rinnovati gli antichi trattati d'Europa |

    Il trattato anglo-portoghese è stato stilato più di seicento anni fa e nel corso del tempo ha subito molte modifiche, ma questo storico accordo che dimostra di come possa esistere la pace fra due paesi per secoli preso con il Portogallo è stato recentemente modificato aggiungendosi alle varie modifiche passate. Il passo più importante dell'accordo rimarrà il seguente:


    << Primariamente stabiliamo che da questo giorno in poi vi saranno vere, fedeli, costanti, mutue e perpetue amicizie, unioni, alleanze, e moti di affetto sincero, e che da veri e fedeli amici saremo d'ora in avanti reciprocamente amici degli amici e nemici dei nemici, e ci assisteremo, appoggeremo e sosterremo mutuamente, per terra e per mare, contro tutti gli uomini che potranno vivere e morire. >>




    (Presente solamente lo stemma del leone
    britannico essendo il Portogallo una repubblica)


    Il nostro sovrano, re Giorgio V insieme a sua maestà Manuele II di Braganza rispettivamente sovrano dell'impero Britannico e sovrano del regno portoghese hanno felicemente e reciprocamente concordato in vista dei recenti avvenimenti in europa, primo fra tutti il conflitto fra l'asse Parigi-Madrid e l'impero Magherbino ma anche delle sempre più numerose guerre civili, di donare maggiore priorità al trattato scavalcando qualunque accordo preso con nazione terze in modo da garantirsi a vicenda protezione reciproca e assistenza economica, inizialmente alcuni osavano gridare allo scandalo accusando sua maestà Giorgio V d'aver manipolato le scelte del sovrano portoghese, queste persone non appartenenti a nessuno dei due grandi regni erano probabilmente le prime a voler mettere le mani sugli interessi inglesi o portoghesi, il re ha risposto in maniera secca e assoluta "Come ben dovreste sapere è da più di sei secoli che la corona inglese collabora con quella di Lisbona, credo che dopo un cosi lungo periodo di convivenza e prosperità reciproca formalizzare in maniera ufficiale ciò che era ormai palese agli occhi di tutti non dovrebbe destare tutto questo scalpore." Stesso concetto espresso anche da sua altezza Manuele II.

    Altri per far crollare la secolare alleanza fra i due paesi hanno gridato che oramai il Portogallo è una repubblica, certamente è dal 1908 che lo è diventato ma la democrazia portoghese ha permesso all'ultimo re di questo glorioso paese d'avere l'onore di firmare la rinnovazione del trattato in modo da poter esser ricordato come ultimo sovrano di Lisbona ma come anche colonna portante di una pace che continuerà a durare fino alla fine dei tempi.

    Ben diverse le motivazioni che han spinto ad un ulteriore avvicinamento fra la corona inglese e Alberto I di Belgio. La preoccupazione del piccolo stato fra Francia e Germania è quella d'esser coinvolto in un possibile conflitto, nonostante l'avvicinamento del regno unito alla Germania sembrerebbe che il re non abbia intenzione di scendere in guerra al fianco del popolo tedesco in caso di conflitto con il governo francese, ma difronte alla chiamata di un antico amico della corona Giorgio V non può che accorrere e difatti a Bruxelles è stato firmato un accordo che pone il Belgio sotto diretta influenza britannica al pari di un protettorato inglese, sempre su richiesta del sovrano belga il re ha accordato a dar la stessa priorità che è stata data per l'accordo anglo-portoghese. Quindi la nuova unione anglo-belga sarà invalicabile da eventuali accordi con terzi paesi, siano essi la Germania, la Francia o qualsiasi altro paese del mondo pertanto una delle armate inglesi è stata velocemente mobilitata per raggiungere la città di Anversa in attesa di una fortificazione preventiva della città, grazie ai rifornimenti inglesi le truppe belghe ora possiedono un moderno armamento e son riusciti a creare una roccaforte nella capitale Bruxelles. Si ricorda inoltre ai paesi confinanti che l'intervento inglese è puramente difensivo e verrà mantenuto fino a quando non verranno intraprese relazioni ostili contro il Belgio, l'impero britannico o uno dei propri alleati.


    | Naval Development Sphere |

    Il NDS, ufficialmente noto come Naval Development Sphere è il nome che identifica l'insieme di ingegneri inglesi, tedeschi americani e giapponesi interessati al progetto "portaerei" di fatti vista la potenzialità del primo prototipo presentato dall'HMS Furious. La sua utilità strategica in ambito offensivo e ricognitivo si è potuta notare nella guerra civile che sta infuriando in Svezia con i folli che si oppongono alla corona ripudiando le parole del loro sovrano. Ciò ha convinto gli scettici ammiragli giapponesi che subito si son unito insieme alle altre due potenze nella ricerca e sviluppo, l'impero giapponese ha voluto far dono alla corona inglese della prima portaerei mai creata per svolgere la sua funzione, l'idea proviene da un ingegnere giapponese pertanto lo stile della nave sarà quello orientale ma l'efficienza di tale nave sembrerebbe almeno una decina di volte maggiore rispetto all'HMS Furious. Battezzata da Re Giorgio come "Charlotte" in onore di sua sorella scampata all'orribile attentato che ha portato con se i regnanti di danimarca e norvegia in cui l'ordine è stato ristabilito instaurando un nuovo ed unico sovrano, la corona inglese risponde e avverte che presenterà al funerale mentre le tre portaerei facendo parte della flotta "Charlotte Victoria" si avvicinano alla manica dirette a dar manforte contro i sovversivi svedesi


    Name:  download.jpg
Views: 42
Size:  5.1 KB


    (la prima portaerei della royal navy "Charlotte")



    La ricerca e sviluppo ovviamente non si ferma qui, molti sono i progetti proveniente dai grandi ingegneri tedeschi,inglesi e americani che in una fruttuosa competizione vengono proposti durante le numerose conferenze e riunione del NDS l'ultima svoltasi ad Iwo Jima in Giappone con la presentazione delle nuove portaerei che loro chiamano "Hosho" ovvero "Integrazione" questo dimostra che nonostante sembrasse che gli scettici ammiragli nipponici avessero rivisto il progetto in parte in loro albergano ancora dubbi e sarà compito della Charlotte Victoria farli svanire del tutto.

    | il socialismo avanza in europa |

    Timori giungono dall'europa, sembrerebbe che il socialismo vi stia mettendo un impronta sempre più imponente, dopo la caduta dell'austria sfociata in una sanguinosa guerra civile che ha portato allo smembramento dell'impero, conseguenza dovuta anche alla superbia di volersi imporre sui popoli, delitto del quale anche Parigi e Madrid si macchiarono vedendo alla fine la propria terra cadere da sotto i piedi e che ora si trovano in una pirrica guerra per riprendersi i territori perduti, ne è esempio di come le truppe francesi inviate per ottenere nuovamente il controllo della tunisia siano state completamente annientate dai figli delle dune. Le notizie dall'Austria sono preoccupanti, la preoccupazione nasce principalmente dall'Ungheria che imbracciando nuovamente le armi sembra esser riuscita ad ottenere l'indipendenza instaurando tuttavia un governo di tipo socialista, anche in Germania sembrerebbe che il socialismo stia imperversando e ciò fa rabbrividire il governo inglese, alcuni noti satiri si son dilettati nel disegnare un immagine in cui si rappresenta il socialismo come un muro, un mezzo per isolare i paesi estraniandoli dal progresso scientifico e culturale del mondo





    E dove non avanza il socialismo sembra metter radice una spietata dittatura, esempio lampante la Spagna la quale in mano ad un generale militare dal pugno di ferro ha trucidato qualunque oppositore politico facendo ben capire al mondo le intenzioni del governo spagnolo, alcuni sono fuggiti, fuggiti verso la neutrale gibilterra e raccontano di come questo despota tanto acclamato da Parigi sia l'incarnazione del demonio, molti raccontano della creazione di ghetti in cui rinchiudere le altre etnie, pesanti tasse e sfruttamento lavorativo, in caso d'opposizione di uno la fucilazione dell'intero ghetto. Fatti simili fanno pensare, come può un uomo scendere al livello di una bestia e massacrare i propri simili? Nessun commento significativo riguardo la strage di prigionieri in Marocco, ma il re non è riuscito a trattenersi commentando che rispondere alle provocazioni francesi con un gesto simile non è stata una scelta umana e corretta. In italia invece, finalmente riunita alla città di Trieste, riunione della quale si è approfittato del momento di debolezza dell'impero vede un coraggioso Garibaldi e un prode Mussolini, soprannominato Duca dai suoi prendere il comando della situazione, e dopo una possente marcia di roma insieme ai suoi compagni squadristi e ad un interminabile colloqui con le più alte cariche dello stato sembrerebbe che Arnaldo Mussolini sia stato nominato Primo ministro. Re Giorgio fa i complimenti al giovane Arnaldo in particolare per aver impedito ai socialisti di prendere il controllo del paese e spera che il nuovo primo ministro sappia governare saggiamente l'italia nella pace e prosperità reciproca con le altre nazioni.

    | Espansione russa in europa |

    La Russia ritrovando l'erede in una delle figlie dello Zar Nicola II sembrava finalmente uscita dalla sua crisi e sembrava che finalmente, almeno in est europa sarebbe regnata pace e stabilità locale e mondiale, tuttavia al seguito degli eventi avvenuti in Austria sembrerebbe che la Russia sia riuscita a penetrare più a fondo nel continente europeo, sgomento e timore ha colpito i principali generali e marescialli del regno unito, "L'impero non può rimanere fermo a guardare mentre il gigante russo aumenta la propria influenza in europa, Dobbiamo agire" tuona montgomery che dopo quarantotto ore di discussione con i suoi superiori e con il re in persona è riuscito ad ottenere l'attenzione degli alti ufficiali non ottenendo però il consenso del re il quale ha annunciato che non c'è bisogno d'allarmarsi e di intraprendere azioni che potrebbero esser valutate ostili nei confronti dell'orso russo.
    Last edited by PresidenteVladimir; 08-08-2018 at 01:38 PM.

  3. #43
    ♔ ::: ♝ - Aftenposten - ♝ ::: ♔



    ------------------------------------------------------------


    21 Mars 1915 [ - 21 Marzo 1915 - ]
    ________________________________________


    { - Intern Politikk - }


    [ - Konungariket Skandinavien är född! - ]
    | - Nasce il Regno di Scandinavia! - |





    // - Truppe da montagna svedesi e danico-norvegesi issano il vessillo di Kalmar sulla vetta dell'Helagsfjället - //


    Stamane è stato emanato l'Editto Reale che ha reso ufficiale l'atto di Unione: è nato il Regno Unito di Scandinavia!
    Dopo quasi 400 anni di divisione della Penisola, finalmente il grande e nobile popolo del Nord è nuovamente riunito sotto un solo vessillo, una sola Corona ed un solo Sovrano.
    La Campagna di Svezia si è conclusa con una folgorante vittoria dei lealisti, il ripristino di Sua Maestà il Re Gustavo V sul Trono di Stoccolma e la cessione del Regno alla Corona di Kristiana.


    Il 2 gennaio scorso, quasi 50.000 fanti di terra e di mare supportati da 2000 cannoni e 19 navi (tra lealisti, danico-norvegesi, britannici e tedeschi) hanno cinto in assedio la capitale svedese, ultima roccaforte della causa sovranista e rifugio fortificato di Hammarskjöld. Il giorno seguente, il Re Gustavo giungeva al quartieri generale di campo delle forze lealiste e prendeva il personale comando delle operazioni: alle 13:00 del medesimo, faceva giungere un ultimatum al comando sovranista:

    « Ai nemici dei popoli del Nord:


    Stoccolma è accerchiata e posta sotto zampillante assedio.
    Entro 3 giorni sarete travolti dalle baionette della Giustizia dell'Altissimo
    che imporranno con la forza la remissione dei vostri peccati.
    Arrendetevi alle mie sciabole e sarete giudicati in quanto pentiti,
    continuate a combattere e morirete!
    Il qui presente documento è la vostra unica fonte di salvezza,
    ignoratelo e non avrete più modo di rivedere le vostre famiglie.
    La vostra causa è persa, non gettate alle fiamme la vostra vita.
    Disperdete le vostre postazioni e le vostre armi, consegnatevi all'Esercito Lealista ed abiurate.
    Vi sono conferite 24 ore di tempo da adesso ...che Dio possa illuminare il vostro sentiero.


    IL RE DI SVEZIA GUSTAVO V »


    Come prevedibile non seguì alcuna risposta alla richiesta di resa.
    Alle 13:01 in punto, dopo un surplus di 60 misericordiosi secondi concessi da Sua Maestà, le milizie lealiste sfondarono le linee cittadine e si disperderono numerose nelle vie della capitale, occupando strade, case e piazze, mentre i pezzi d'artiglieria tuonavano un regolare fuoco volto distruggere le postazioni fortificate erette facendo uscire allo scoperto coloro che vi si rintanavano come ratti.


    Nel mentre di ciò, il Re ricevette a sorpresa, un invito dell'Arcivescovo di Strängnäs per un'udienza privata nella Storkyrkan, la Chiesa di San Nicola dove 8 anni fa fu incoronato Sovrano.
    Il Re, inconsapevole di ciò a cui stava andando in contro, si è recato sul sito con solo 2 soldati della Guardia Reale di scorta, rimasti comunque fuori dalla Cappella centrale.
    Dopo i dovuti saluti con l'Arcivescovo Johansson ed un breve colloquio in sacrestia, Gustavo si approcciò al confessionale di fianco all'altare e si inginocchiò col capo chino.
    Il ministrante recitò la formula di rito per la purificazione da ogni peccato ma qualcosa stonò: Johansson domandò d'improvviso al Sovrano se sentisse una presenza dietro di lui ...un'esplosione echeggiò allora nella silenziosa Cattedrale, secca e potente.
    Cadde a terra, sanguinante, il corpo di un milite sovranista sotto gli occhi di un incredulo Gustavo, il quale alzando lo sguardo vide il Harald I, il neo Sovrano di Danimarca-Norvegia, riporre nella fondina del sottogiacca una rivoltella ancora fumante.
    Allora fu chiaro il vile piano dell'Arcivescovo di assassinare il Sovrano e subito Johansson fu fatto arrestare per tentato regicidio e cospirazione.


    Quello che era il secondo attentato, nel giro di pochi mesi al Re svedese, fu sventato proprio mentre le autorità danico-norvegesi arrestavano i fautori dell'Attacco di Copenaghen, 11 in tutto ed affiliati al "Fronte della Grande Svezia".
    Processati per strage e regicidio, furono impiccati, sventrati e decapitati in pubblica piazza a Slottsplassen, davanti a migliaia di presenti.


    Gustavo ringraziò Harald ed insieme, poco dopo, accolsero la notizia della cattura di Hjalmar Hammarskjöld, rintanatosi fuori città in una cantina sotterranea a bere vino. Rinvenuto ubriaco, fu inizialmente convinto di esser stato preso da un plotone di suoi fedeli che gli annunciavano la vittoria e l'annessione di tutto il Nord Europa, quando invece l'unica cosa che gli veniva letta erano i suoi capi d'accusa che lo avrebbero condotto la sera stessa su una forca per tradimento, insurrezione, cospirazione, strage colposa, lesa maestà e regicidio multiplo.
    Quel che rimaneva della guarnigione sovranista di Stoccolma, diffusasi la notizia della cattura del suo unico leader, si arrese all'alba del 5 gennaio.
    Immagine correlata




    Alle 9:00, le truppe lealiste sfilano trionfanti per la città, accompagnate dalla folla entusiasta che osanna i legittimi figli della Nazione.
    Alla notizia della vittoria, un plotone misto di truppe da montagna di stanza sulle Alpi Scandinave, issa sulla vetta del monte Helagsfjället, la cima che fa da confine tra Svezia e Norvegia, il drappo di Eric, per secoli il simbolo dell'Unione di Kalmar: il Nord è unito!
    La guerra civile era finita, l'ordine ristabilito.
    Sua Maestà Gustavo V, restauratosi legittimamente sul trono svedese, il 15 gennaio, abdica e annuncia l'unione della Corona con quella di Danimarca-Norvegia in favore di Sua Maestà Harald, che oggi diventa Sovrano di Scandinavia.
    A Gustavo V, ormai senza trono, è stato concesso il titolo ereditario di "Sua Altezza Serenissima" in quanto nominato Duca di Kalmar.


    [ - Harald I kronade Kung i Skandinavien - ]
    | - Harald I incoronato Re di Scandinavia - |




    // - Incoronazione di S.M. il Re Harald (a destra) e S.M. la Regina Elena (a destra) - //


    Come programmato, stamane Sua Altezza il Principe Harald, insieme alla sua consorte la Principessa Elena, è stato incoronato come il primo Re di Scandinavia e Governatore Supremo della nuova Chiesa di Scandinavia (nata dall'unione delle 3 Diocesi di Danimarca, Norvegia e Svezia).
    Salito al Trono col nome di Harald I, Sua Maestà è stata incoronato nella Cattedrale di Trondheim ristabilendo la tradizione che vorrebbe il sito come unico e solo adibito alle incoronazioni a scapito della Cattedrale di Kristiana.
    In centinaia di migliaia sono accorsi da tutta la Scandinavia per assistere al solenne evento che ha sancito il sorgere di una nuova Era per il Nord.


    Alle 8:30 fanno ingresso in sacra processione il Principe e la Principessa, seguiti dai funzionari reali e dagli Arcivescovi di Kristiana, Trondheim e Bergen seguiti dalla Guardia Reale, mentre il coro clericale intona armonioso: "Il Signore benedica il tuo arrivo e la tua uscita ora e per sempre".
    I due monarchi prendono posto allora sui Troni, mentre i tre Arcivescovi presenziano la ritualità religiosa.
    Il vescovo di Trondheim ha quindi inaugurato la cerimonia recitando, insieme al popolo, l'Introitus:


    " Piova la rugiada dai cielo, lascia che la terra sia fertile e germogli il Salvatore;


    I cieli mostrano la gloria di Dio e il firmamento dichiara l'opera delle sue mani;


    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
    com'era nel principio, è ora, e sempre sarà, un mondo senza fine!
    Amen. "


    Successivamente, il vescovo di Kristiana prende parola recitando il Credo niceno:


    " Io credo in Dio, Padre onnipotente,
    Creatore del cielo e della terra.
    E in Gesù Cristo,
    Suo unico Figlio, nostro Signore,
    il quale fu concepito di Spirito Santo
    nacque da Maria Vergine,
    patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso,
    mori e fu sepolto; discese agli inferi;
    il terzo giorno risuscitò da morte;
    salì al cielo, siede alla destra
    di Dio Padre onnipotente:
    di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
    Credo nello Spirito Santo,
    la santa Chiesa cristiana,
    la comunione dei santi,
    la remissione dei peccati,
    la risurrezione della carne,
    la vita eterna.
    Amen. "


    Allora segue il vescovo di Bergen che intona i primi sei versi del Te Deum:


    " Ti lodiamo, o Dio: ti riconosciamo essere il Signore.
    Tutta la terra ti adora: il Padre è eterno.
    A te tutti gli Angeli gridano a voce alta: i Cieli sono in tuo Potere.
    A te Cherubini e Serafini: devoti piangono,
    Santo, Santo, Santo: Signore Dio degli eserciti;
    Il cielo e la terra sono pieni di Maestà: della tua gloria. "


    Conclude l'arcivescovo di Kristiana che legge il Santo Sermone:


    " O Signore, salva il tuo popolo e benedici la tua eredità.
    Governali: e sollevali per sempre.
    Giorno dopo giorno: ti magnifichiamo;
    O Signore, salva il tuo popolo e benedici la tua eredità.
    Governali: e sollevali per sempre.
    Giorno dopo giorno: ti magnifichiamo;
    E adoriamo il tuo nome: sempre mondo senza fine. "


    Tutti i presenti iniziano infine a recitare l'Inno sulle note della Marcia Reale.
    Il Principe Harald si alza e viene condotto ad un maestoso trono aureo ai piedi dell'altare con alla sua destra il gonfalone di Kalmar, ove viene spogliato del mantello che aveva indosso durante la processione, il quale è sostituito con una mantella reale posta sulle spalle del monarca dall'Arcivescovo di Trondheim.
    Quindi Sua Altezza si inginocchia dinanzi all'altare e l'Arcivescovo gli unge il braccio destro e la fronte con l'olio santo, invocando la benedizione divina. Concluso il rito, l'unto dal Signore si alza e siede nuovamente sul trono, venendo questa volta incoronato dall'Arcivescovo di Kristiana.
    Intanto, i vescovi di Bergen e Trondheim consegnano al Sovrano il Globo e lo Scettro.
    A sorpresa, a conclusione della cerimonia d'investimento, c'è Gustavo V che consegna ad Harald la spada reale.


    Allora i tre ministri religiosi, in coro, recitano:


    " Dio benedica il nostro buon Re.
    Benedicilo con forza e coraggio, benedici casa e castello.
    Illuminalo con il tuo Spirito, lega con la tua mano forte il sacro vincolo di fedeltà tra popolo e sovrano. "


    Harald torna a sedere sul trono.
    E' dunque il turno della Principessa Elena, che ascende l'altare con i melodiosi cori clericali.
    Il rito è il medesimo, la neo Regina siede anch'essa sul trono, al fianco del marito.


    A conclusione della cerimonia, i tre Arcivescovi proclamano con voce augustea:


    " ECCO A TE, POPOLO DI SCANDINAVIA,
    IL TUO NUOVO RE E LA TUA NUOVA REGINA!
    CHE TU POSSA PROSPERARE SOTTO LA LORO GUIDA ILLUMINATA DAL SIGNORE! "


    Il popolo acclama gioioso i suoi Monarchi, che in solenne processione escono dalla Cattedrale scortati dalla Guardia Reale ed acclamati dalle genti del Nord.
    Lunga vita al Regno Unito di Scandinavia!
    Lunga vita al nuovo Re!

    Last edited by Dark II; 08-08-2018 at 05:36 PM.
    "Sit Romana Potens Itala Virtute Propago"

    -----------------------------------------

    « Sono io il Re Antico: Melkor, primo e più possente di tutti i Valar, che era prima del mondo e che l'ha creato. L'ombra del mio disegno copre Arda, e tutto quanto è in essa lentamente e sicuramente si piega alla mia volontà. »

    ~ Melkor Bauglir, l'Oscuro Signore di Arda.

  4. #44
    DEUTSCHER REICHSANZEIGER

    Edizione Speciale

    Marzo 1915

    POLITICA ESTERA

    - Situazione nell'Impero Austriaco

    Nei mesi passati la situazione nell'ormai morente Impero Austriaco è degenerata dopo gli iniziali cedimenti. Dopo la presa di mano degli indipendentisti Bosniaci e Croati nelle rispettive regioni, l'invasione romena della Transilvania e la secessione della cosiddetta Ucraina Occidentale ad opera dell'arciduca traditore Guglielmo, altre sommosse hanno scosso il territorio dell'Impero.
    Il ritiro dell'autorità austriaca dalle regioni italofone di Trento e Trieste ha permesso al Regno d'Italia di compiere un'azione militare che ha portato all'annessione non ostacolata delle suddette; in Boemia e in Ungheria sono sorte invece ulteriori rivolte di stampo nazionale. I rivoluzionari slavi in queste due zone hanno creato la cosiddetta Repubblica Cecoslovacca, uno stato che unisce il territorio del Regno di Boemia - chiamato dai locali Cechia - e il territorio detto della Slovacchia, una piccola porzione settentrionale dell'antico Regno d'Ungheria e che trova il suo capoluogo nella città di Bratislava, con capitale la grande città asburgica di Praga.

    In Ungheria la situazione è invece ben peggiore: qui ha preso piede in modo estremamente rapido il socialismo di stampo marxista, la cui ideologia ha ispirato i lavoratori ungheresi a lanciare una rivoluzione socialista in tutta la Terra di Santo Stefano. I rivoluzionari sono guidati da un certo Béla Kun, divenuto in Ungheria il simbolo stesso dell'unità della popolazione operaia e contadina, che ha condotto un'azione rivoluzionaria su vasta scala in tutto il territorio magiaro, conquistando Budapest e stabilendo la cosiddetta Repubblica Consiliare d'Ungheria.
    In ultima istanza, la Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale e la piccola municipale Repubblica di Cracovia hanno visto la sua rapida fine per mano delle truppe dell'Impero Russo, che hanno occupato a forza le regioni per salvaguardare la propria autorità sui popoli ucraino e polacco.

    Nel frattempo la situazione a Vienna è stata oggetto di una vera e propria disintegrazione: il generale Alexander von Krobatin, comandante in capo dell'esercito asburgico, si è suicidato nel tentativo di difendere il suo esercito dai ribelli croati, il Ministro degli Esteri Leopold von Berchtold è fuggito dalla sua residenza a Praga durante la sommossa boema, il Cancelliere Karl von Stürgkh è stato invece dimesso dall'anziano Imperatore Francesco Giuseppe I, il quale pare abbia ormai perduto il suo vigore a causa dell'età avanzata; la sua stessa abdicazione è, dopotutto, ormai accertata per il 21 novembre di quest'anno.

    - L'Impero Tedesco e la "Questione Danubiana"

    Nella situazione estremamente caotica, il Kaiser Guglielmo II ha espresso estremo rammarico per la sorte del grande e importante alleato Impero Austriaco, ma si è trovato costretto, in base alle circostanze, a riconoscere la presa romena della Transilvania, l'autonomia della Cecoslovacchia, gli ampliamenti territoriali italiani in Istria e Dalmazia e l'espansione russa in Galizia, anche se nessuna posizione è stata presa in merito alle disorganizzate rivolte croate e bosniache. Il pericolo più grande è rappresentato dalla nuova Ungheria Socialista, la cui rivoluzione "proletaria" rischia di destabilizzare sensibilmente la già altamente instabile regione danubiana.
    In questo senso, il Kaiser si accoda alle opinioni della Gran Bretagna e della Russia: il socialismo deve essere arginato. Non volendo tuttavia compiere un'azione militare diretta e provocare ulteriori collassi, Guglielmo ha deciso di riconoscere la presa di potere di Béla Kun in Ungheria - sarebbe sciocco non ammettere un fatto così palese -, ma assicurando che non sarà stabilito alcun rapporto diplomatico con Budapest fino ad una chiarificazione delle intenzioni estere della Repubblica Consiliare.

    A tal proposito, la Germania si è posta l'obbiettivo di assicurare la protezione della Repubblica Cecoslovacca da un possibile contrattacco magiaro e l'Imperatore ha deciso quindi di prendere contatti con San Pietroburgo, per far sì che anche le armate tedesche assistano quelle dell'Impero Russo, che è già intervenuto in difesa di Praga.

    - Nuovo governo nell'Impero Austriaco: proposta unione con la Germania

    Per quanto riguarda la situazione dell'estremamente ridimensionata Austria, in pochi mesi sono incrementati a dismisura i contatti diplomatici fra Berlino e Vienna. Subito dopo la caduta di Boemia e Ungheria e la frammentazione del governo asburgico, l'Imperatore Francesco Giuseppe ha nominato come nuovo Cancelliere il generale Ernest von Koerber, consegnandogli poteri speciali con lo scopo di guidare il paese in sua vece, non essendo egli più in grado di sostenere un simile compito. Koerber ha dunque preso possesso della guida del semivuoto Reichsrat. La prima azione del Cancelliere Koerber è stata lo scioglimento del Consiglio Imperiale e la rimessione a sé di tutti i poteri decisionali in questa grave situazione. Koerber ha quindi preso immediati contatti con il Cancelliere del Reich Maximilian von Baden: il capo di governo austriaco avrebbe chiesto esplicitamente all'Impero Tedesco di intervenire a salvaguardare lo status della piccola Austria contro le ambizioni di altri nazioni che adesso pongono la loro attenzione all'indebolita Vienna. La risposta di Berlino è stata repentina e immediata: la Germania offrirà tutto il suo supporto alla nazione austriaca e si impegnerà per la sua difesa a qualunque costo.

    A questo punto, il Cancelliere Koerber ha ordinato l'immediata restaurazione del Reichsrat e la creazione di un nuovo parlamento. Data la situazione instabile non è stato possibile riformarlo attraverso elezioni e Koerber ha dunque deciso di creare una legislatura straordinaria, ammettendo in parlamento membri di ogni singolo partito o movimento in territorio austriaco con l'intenzione di mettere ai voti un'importantissima decisione per il futuro stesso dalla Nazione: l'unificazione dell'Austria con l'Impero Tedesco.

    È stato infatti parere del Cancelliere che l'Austria da sola non sarebbe mai sopravvissuta nella sua integrità quando le grandi potenze si sarebbero mobilitate per aumentare la propria influenza su di essa condizionandone la vita politica e diplomatica e che dunque soltanto la nazione sorella Germania avrebbe potuto garantire la sua stabilità nel futuro.
    Si sono dunque svolte le repentine consultazione seguite dalla votazione vera e propria, tenutasi il 17 febbraio 1915. I risultati della votazione hanno dunque comunicato, con uno schiacciante 89% dei favorevoli e un 11% dei contrari, la decisione del Reichsrat di consentire l'annessione dell'Arciducato d'Austria all'Impero Tedesco. Successivamente sono stati presi contatti con il governo del Cancelliere Von Baden, il quale ha a sua volta indetto una votazione straordinaria di entrambe le camere parlamentari dell'Impero per verificare che il Reichstag e il Bundesrat insieme approvassero tale unione.

    - Reazioni tedesche: proclamata l'unificazione di Austria e Germania

    L'opinione politica tedesca si è allora fatta divisa: un atto di tale portata avrebbe sicuramente significato grandi conseguenze ed era dunque opportuno decidere con cautela. Tuttavia, un uomo si è fatto avanti scacciando il velo di incertezza, il famoso generale Erich Ludendorff: Ludendorff ha fatto un'entrata trionfale alla sede del Reichstag e ha arringato i parlamentari, presentando questa come «l'occasione che i nostri padri cinquant'anni fa non hanno avuto, l'occasione di riunire a noi i nostri fratelli austriaci, uniti ai tedeschi dallo stesso sangue e divisi da nient'altro se non da un nome e da una linea su una mappa! Ma è ora di completare l'opera dei nostri padri, di avere successo dove questi hanno fallito! È giunto il momento di allontanare le discussioni politiche, di mettere da parte i dubbi e le incertezze e di rivolgere la nostra attenzione a compiere questa gloriosa impresa, voluta adesso dai nostri fratelli di Vienna! Non c'è più spazio per le consultazioni e gli accordi sottobanco! È nostro obbligo, è nostro compito far sì che la Piccola Germania possa finalmente ricongiungersi alla Piccola Austria in quella che sarà la nuova Grande Germania, una nazione libera e potente, ereditaria di un patrimonio di grandezza da entrambe le parti!».
    Il discorso del generale Ludendorff ha fatto il suo effetto e la votazione svoltasi il 21 febbraio ha quindi dato i suoi frutti: con il 97% dei consensi, il Reichstag e il Bundesrat autorizzano e approvano l'annessione, ufficializzata e completata il giorno 28 febbraio 1915.

    La decisione e la trovata fiducia nell'accordo hanno acceso gli animi di tedeschi e austriaci, che hanno manifestato per le strade delle città la propria gioia con striscioni e inni patriottici, in particolare la storica Deutschlandlied, che afferma che la creazione di una Germania unita deve stare "al di sopra di tutte le cose". Il canto è stato commovente per i cittadini austriaci ora tedeschi, poiché la melodia è la stessa dell'inno imperiale asburgico Kaiserhymne.
    Nella foga dei festeggiamenti, il Cancelliere Koerber pare abbia fatto visita all'Imperatore Francesco Giuseppe, annunciandogli commosso: «L'Impero è salvo!». Francesco Giuseppe avrebbe poi sorriso, uno sguardo però amaro e abbattuto per le vicende passate.
    L'Imperatore Guglielmo II ha quindi fatto la sua prima apparizione pubblica dopo l'annessione insieme allo stesso Imperatore Francesco Giuseppe dal balcone del Palazzo Imperiale di Berlino. I due hanno alzato le mani congiunte al cielo e Guglielmo ha proclamato quello che ha definito "Anschluss", ovvero "collegamento", ad intendere dunque non una conquista ma una ritrovata unione «come ai tempi del Sacro Romano Impero!».

    Il Kaiser si è quindi idealmente rivolto alle nazioni del mondo, annunciando che «l'Austria si trova adesso in uno stato di totale sicurezza, io personalmente garantisco qui ed ora che la Germania assicurerà la stabilità interna della nazione austriaca contro qualunque minaccia».
    Egli ha quindi dichiarato chiusa per sempre la Crisi Austriaca e l'inizio di una nuova era di pace per il popolo di Vienna.

    - Provvedimenti amministrativi in territorio austriaco

    L'autorità tedesca si trova adesso a dover fare i conti con l'amministrazione del territorio austriaco appena acquisito. La prima azione è stata la concessione istantanea a tutti i cittadini austriaci della cittadinanza dell'Impero Tedesco e la loro piena integrazione nel comparto sociale della Germania. L'applicazione della legislazione tedesca e la regolamentazione dello stato amministrativo sarà compiuta entro la fine dell'anno corrente, cosicché l'Austria sia uniformata in tutto e per tutto al sistema tedesco. Il territorio austriaco sarà dunque ovviamente stabilito come Stato federato dell'Impero, con un seggio assicurato nel Bundesrat, e otterrà tutte le prerogative derivanti.
    Il Reichsrat austriaco sarà abolito e sostituito da un più ridotto e consono Nationalrat, che ne erediterà le prerogative a livello locale; inoltre, ogni provvedimento legislativo adottato dall'autorità imperiale austriaca prima dell'annessione che non contrasti con la legislazione federale sarà mantenuto valido. L'entità statale è stata definita come Arciducato d'Austria - dunque non più Impero - ed è stato garantito il mantenimento ufficiale della bandiera e dell'emblema asburgici.
    Ernest von Koerber è stato confermato come Capo di Governo dell'Arciducato, mentre per il Capo di Stato, Guglielmo II ha esplicitamente dichiarato che Francesco Giuseppe I manterrà il titolo di sovrano d'Austria con il titolo straordinario di Imperatore come lui fino alla sua abdicazione quando il trono passerà nelle mani del confermato Francesco Ferdinando, che sarà intitolato come Arciduca.

    Mentre venivano le prese le decisioni necessarie alla regolamentazione dell'Arciducato d'Austria, una figura inattesa è stata ritrovata mentre cercava di entrare a Vienna. Si tratta dell'ex-Ministro degli Esteri austriaco Leopold von Berchtold, che si è scoperto essere scampato ai rivoltosi boemi e che dopo molte settimane è riuscito a tornare nella capitale danubiana. Il suo ritorno ha rallegrato gli animi del governo regionale austriaco, avendo infatti egli espresso il desiderio di continuare a fare la sua parte per il bene del suo paese. Il Ministro degli Esteri Arthur Zimmermann è colui che ha avuto la reazione più allegra fra i ministri tedeschi, lieto che lo stimato collega abbia fatto ritorno sano e salvo e manifestando la sua volontà di sostenere le sue richieste. Dopo una breve consultazione fra Zimmermann e il Kaiser Guglielmo II, questi ha deciso di nominare Berchtold a capo di una Commissione Speciale per l'Arciducato d'Austria con l'incarico di fare da mediatore fra l'amministrazione locale e federale durante il progetto di regolamentazione.

    La redazione annuncia che presto saranno divulgate nuove notizie in merito all'argomento e che la pubblicazione della normale edizione riprenderà quanto prima.

    FINE DELL'EDIZIONE SPECIALE
    Last edited by Nikolay Lenin; 08-08-2018 at 07:00 PM.

  5. #45
    #Pravda#

    {Quotidiano Nazionale}
    Data di Pubblicazione: Marzo 1915
    Costo: 250 Corone Cecoslovacche

    -==-==- -==-==-

    Nasce la Repubblica Cecoslovacca!


    \\In foto la mappatura del nuovo Stato cecoslovacco.\\

    -Il 28 Marzo 1915 nasce ufficialmente la Repubblica Cecoslovacca fondata dall’unione tra il popolo Ceco e quello Slovacco, uniti dal sentimento di libertà comune e l’odio verso l’usurpatore Austriaco, il quale ha raggiunto la sua fine grazie alla gloriosa Rivoluzione causata principalmente dall'inettitudine e cocciutaggine dei politici Austriaci, invece di donare un po di autonomia ai popoli slavi, li hanno affrontati con il pugno di ferro condannandolo ad una fine atroce.

    Pur di accrescere il proprio Ego, gli Austriaci immondi, hanno calpestato per secoli le popolazioni slave rubando le nostre terre, rendendoci schiavi alle loro mercé che, come cani addestrati, eseguivano gli ordini impartiti dal Tiranno di Hofburg senza mai un cenno di ringraziamento, o pietà, verso un popolo affamato e stanco come quello Ceco, o Slovacco, anzi spingendolo nell’abisso di putridume senza un briciolo, o anche un solo cenno, di umanità ridendo golosamente nel vedere soffrire intere famiglie.

    I Moti Rivoluzionari nati in Bosnia sono stati presi come ispirazione dal popolo Ceco il quale, approfittando della situazione, si rivoltato contro il nemico occupando la Boemia la nostra terra, la nostra unica e sacra Casa dove mai più nessun usurpatore metterà piede, anche al costo di distruggerla, successivamente i contadini della Slovacchia hanno emulato le nostre gesta e ed hanno impugnato le armi contro gli Austriaci liberando la propria terra.

    La Boemia, però, nonostante tutto è grata verso l’Austria per aver aiutato lo sviluppo industriale costruendo Fabbriche Tessili, le più pregiate dell’Impero, e costruendo enormi miniere carbonifere da cui preleviamo l’energia per le nostre città; dunque mancava solo il cibo ma i pochi campi fertili della Boemia non bastavano per l’intera popolazione anche razionando il poco cibo, a Plzen sono morte decine di persone a causa della fame, propria quando tutto sembrava perso e la resa sembrava l’unica soluzione, giungono a Praga sacchi pieni di grano e cereali consegnati dal popolo Slovacco.

    Venne eretto un governo provvisorio composto da diplomatici Cechi e Slovacchi guidato dalla mente illustra del sociologo, e filosofo, Tomàs Masaryk che dal Palazzo di Wallenstein, Praga, ha amministrato il paese facendolo sopravvivere: le fabbriche ripresero il loro lavoro e il grano Slovacco divenne presto Pane e l’Economia interna riprese a galoppare, era tutto perfetto mancava solo proclamare la fondazione della Repubblica e organizzare i seggi elettorali per eleggere democraticamente il nuovo Governo.

    -==-==-

    Il Decreto delle Elezioni.

    \\In foto Tomàs Marasky accolto
    a gran voce dal popolo Ceco,
    considerato come padre della Repubblica
    \\

    -La Repubblica nascente è basata su una democrazia diretta in cui tutti i cittadini, aventi i requisiti idonei, potranno esercitare il loro diritto di voto scegliendo chi sarà il Primo Presidente della Repubblica, poi successivamente sarà eletto esclusivamente dal Parlamento, ed il Capo del Governo il cui compito sarà quello di esercitare i suoi poteri per far crescere l’economia del paese, per cui rivestirà la carica di Ministro dell’Economia, e amministrare il territorio, compirà anche la Carica di Ministro degli Interni.


    Il Presidente della Repubblica, stando alla costituzione promulgata da Masaryk, sarà apparentemente una figura simbolica, ma non per questo inutile anzi, e avrà il ruolo di intermediario tra le varie istituzioni statali: Capo del governo (Potere Esecutivo), Parlamento (Potere Legislativo) e Magistratura (Potere Giuridico), volendo può annullare una delle tre istituzioni e ricoprire il suo ruolo, ad esempio in caso di guerra la carica di Primo ministro sarà occupata dal Presidente della Repubblica.

    Il giorno successivo alla proclamazione della Repubblica, il 29 Marzo, i seggi erano pronti: ogni città era provvista di un seggio dove i cittadini potevano votare, ovviamente il voto è stato totalmente anonimo e prevedeva un semplice sbarramento sul partito a cui si voleva affidare il proprio voto; per la prima volta dopo tanti secoli in Boemia, come in Slovacchia, il popolo aveva il potere di decidere chi sarebbe stato il rappresentate del loro paese in Europa, finalmente potevano decidere chi votare senza nessuna limitazione anche per chi aveva il nome più buffo o divertente, era un giorno di festa come non ci furono da molto, troppo tempo.

    I Partiti in carica per un posto in Governo erano i seguenti:

    Partito Cecoslovacco Nazionale Democratico;

    Partito Socialdemocratico Cecoslovacco;
    Partito Repubblicano dei Contadini e Operai.

    I tre partiti non hanno avuto modo di poter esporre chiaramente le proprie idee al popolo, per cui la decisione è stata presa in modo immaturo, poiché molti hanno confessato di aver votato il partito con il nome più bello, mentre altri semplicemente per il colore del partito, e ciò ha fatto infuriare i politici che ovviamente si vedono sfumare un ruolo nell'Elite governativa perché il nome del loro partito era brutto.


    Il Giornalista candidato dei Socialdemocratici, vlastimil Tusar, ha scritto un lungo articolo di protesta, pubblicato sul suo quotidiano, in cui mette in risalto come questa Elezione sia stata falsata dal semplice fatto che il popolo non ha votato le idee, ma per i colori sul cartellino riscontrando anche un notevole consenso da parte dei cittadini, a seguito anche l’intero partito ha protestato dinanzi i Seggi di Praga. La risposta di Masaryk è stata semplice e decisa: “Se aspettiamo i programmi politici di ogni partito, aggiungendo il tempo per divulgare tutti e aspettare che i cittadini apprendono ogni singolo punto, ci vorranno altri 2 mesi e uno stato senza governo non è uno stato!”.

    Questa uscita in radio da parte di Masaryk ha azzittito le proteste Socialdemocratiche richiamando ogni singolo politico ad avere un atteggiamento maturo e rispettoso verso la comunità, oltre ad aver ricevuto molta ammirazione grazie alle sue doti dialettiche e diplomatiche, forse per questo ha vinto le elezioni per Presidente della Repubblica:


    \\In foto l'Immagine dello stemma Presidenziale Cecoslovacco.\\


    Scrutinio Ufficiale
    Comunicato alle ore 12:00 del 30 Marzo:
    (Presidente della Repubblica)

    \\Il Popolo Ceco in congiunta con il Popolo Slovacco, uniti dalla Costituzione promulgata il 28 Marzo dell’attuale anno, con un'affluenza di circa
    5.284.355 di persone, su 14.800.000 che rappresenta la popolazione effettiva, ha espresso il suo volere:

    ||Tomàs Masaryk||
    è il (Primo) Nuovo Presidente della Repubblica con all’incirca il 67% dei voti, ovvero 3.540.517 di cittadini hanno votato per la sua Vittoria.\\

    In Piazza della “Città Vecchia” di Praga centinaia di cittadini si sono accampati vicino alla grande fontana, così da abbeverarsi sotto e resistere al sole cocente, per aspettare la comunicazione ufficiale tramite dei megafoni costruiti apposta e alle 12 in punto, con in sottofondo il Don dell’Orologio Astronomico, la piazza divenne terreno di festa, anche chi non votò per Masaryk era comunque felice, erano tutti esterrefatti e gioiosi come fosse un sogno finalmente un Presidente non Tedesco, ma eletto dal popolo e che parlava la loro stessa lingua.



    \\In foto lo stemma dei Ministri Cecoslovacchi.\\


    Scrutinio Ufficiale
    Comunicato alle ore 12:45 del Medesimo Giorno:
    (Capo di Governo)

    \\Lo Scrutinamento degli oltre
    5.284.355 di persone che hanno espresso il loro importantissimo voto è concluso e siamo lieti di annunciare il Partito, e di conseguenza il suo candidato, vincitore delle Elezioni:

    “Partito Nazione Democratico Cecoslovacco”
    84% dei voti ovvero 4.438.858 di cittadini

    “Partito Socialdemocratico Cecoslovacco"
    12% dei voti ovvero 634.122 di cittadini

    “Partito Repubblicano dei Contadini e Operai”
    4% dei voti ovvero 211.374 di cittadini

    Stando ai seguenti dati riportati il Primo Partito Nazionale che avrò l’onore di formare il primo Governo Cecoslovacco è Il PNDC il cui candidato è il Nazionalista/Liberale Karel Kramàr.\\

    Il Presidente assieme al Primo Ministro si sono incontrati per la prima volta in Parlamento dove tra una stretta di mano e un abbraccio, hanno effettuato il giuramento nazionale in cui entrambi promettono, sulla loro stessa vita, di proteggere e onorare la Repubblica Cecoslovacca, di assicurare l’integrità e la sicurezza di ogni singolo cittadino contro minacce esterne o interne, di prendere ogni singola decisione ponendo il popolo e la nazione dinanzi ad ogni cosa; per le strade si festeggia la nascita della Repubblica e si brinda con boccali di birra alla libertà, come primo atto presidenziale Masaryk ha proclamato il 28 Marzo festa nazionale.



    -===-===-

    Un Occhiata al Mondo.

    -Europa Occidentale

    L’Impero Austriaco ormai è soltanto un lontano ricordo, la sua potenza è stata spezzata dalla furia sanguinosa dei rivoltosi che hanno causato il suo declino, da cui sono nati nuovi stati eretti dai popoli oppressi come il nostro.

    La Repubblica del Consiglio Ungherese è nato dalla rivoluzione proletaria del Rivoluzionario Abel Kohn il quale ha fatto leva sul sentimento di vendetta della classe operaia, ha riunito a sé un intero esercito formato da contadini e lavoratori, ed ha occupato l’intera Città di Budapest distruggendo i simboli Austriaci e saccheggiando i distretti dell’Alta Borghesia, per poi ridistribuire le ricchezze al popolo.

    Il sedicente stato socialista rappresenta per le grandi nazioni Europee un problema importante, ma non per questo principale, c’è il timore che dall’Ungheria il Socialismo possa espandersi in tutto il continente e ciò danneggia l'equilibrio continentale, ma per il Presidente Masaryk, a sua detta, i Socialisti Ungheresi rappresentano un valido alleato per difendersi da una possibile rivendicazione Austriaca per cui un gruppo di diplomatici sono stati mandati a Budapest per aprire dei contanti con il Leader della Rivoluzione.

    Cambiano i confini del Centro Europa, oltre alla creazione della Repubblica Ungherese e Cecoslovacca, fu fondata anche se per poco tempo la Repubblica Nazionale dell’ucraina Occidentale guidata dall Arciduca Guglielmo, il Traditore, il quale chiese scioccamente aiuto ai Russi che occuparono la nazione e l’hanno annessa all’Impero; destino non tanto diverso ha avuto la Repubblica di Cracovia che per “salvaguardare l’integrità del popolo polacco” è stata invasa ed annessa all’Impero Zarista ponendo fine ai sogni indipendenti Polacco-Ucraini.

    L’Ex provincia di Brasov, la regione della Transilvania, durante il periodo di rivoluzione è stata invasa dalle Truppe Regolari Romene con lo scopo di liberare la popolazione Romena oppressa dagli Austriaci, successivamente la provincia è stata ceduta per volere dell’Imperatore Francesco Giuseppe per paura che l’avanzata Romena si estendesse anche in Ungheria.

    I fratelli Slavi a Sud dopo un impreso eroica, è dir poco, hanno resistito all’offensiva di circa 300 soldati Austriaci difendendo la loro libertà anche grazie all’aiuto dell’Esercito Serbo il quale ha ufficializzato l’annessione dei popoli Slavi, Bosniaci Croati e Sloveni, al Regno di Pietro I.

    Europa Occidentale/Africa

    -La Francia privata delle sue colonie in nord africa ha iniziato una campagna militare contro i rivoltosi berberi guidati da un certo condottiero di nome Salah promotore della libertà Magrebina, diventato Imperatore del Maghreb un vasto territorio che comprende il Marocco, Algeria e Tunisia tutte ex colonie Francesi, che Parigi vuole riconquistare.

    Come la Francia anche il Regno di Spagna, nelle mani di una pseudo dittatura militare del Generale Miguel Primo de Rivera, ha creato un'alleanza con Parigi denominata “Asse Madrid-Parigi” con l’obiettivo di recuperare le colonie Africane in mano ai ribelli Berberi, poiché anche la Spagna è stata privata delle città di Ceuta e Melilla.

    Europa Meridionale

    -Il Regno d’Italia dopo aver fatto i conti contro una sanguinosa rivolta socialista, alcuni mesi fa, quest’oggi è caduta nelle mani del Dittatore Arnoldo Mussolini “il Duca” che con i suoi Squadristi della Morte hanno occupato la città di Trieste e circondato la Capitale italiana: Roma, ordinando al Re Vittorio Emanuele III con aria di presunzione e prepotenza di rimuovere dalla carica di Primo ministro Giolitti per concedere la fiducia ad Arnoldo Mussolini, e così è stato.

    Last edited by Von Moltke il Vecchio; 08-09-2018 at 10:27 AM.
    Sono Ferdinand la Foca non vi scandalizzate :P

  6. #46
    ♠♠♠ Royal News ♠♠♠


    | Time to war |
    In risposta all'accordo di malta tenutosi rispettivamente fra il leader dell'impero del Maghreb, re Giorgio V e l'imperatore tedesco, l'accordo che sanciva un intervento da parte dei due paesi europei nel caso la francia tentasse d'invadere nuovamente il territorio del neonato impero. Ed infatti è accaduto, non molte ore fa la città di Tunisi, protettorato del Maghreb dopo la cacciata dei colonialisti francesi è stata attaccata, i coraggiosi soldati tunisini non sono riusciti a sopravvivere all'assalto francese meglio equipaggiato ed organizzato. Nonostante la chiara dichiarazione di guerra il governo inglese si rifiutava di scendere dalla manica per aiutare l'amico marocchino. Ma nella tarda mattinata di oggi il governo spagnolo ha ostilmente risposto a quello inglese dimostrando come la dittatura in spagna sia un pericolo concreto per la pace non solo in europa ma anche nel mondo, pertanto la gran bretagna ha deciso di scendere in guerra, al suo fianco militano già i portoghesi per via del secolare accordo anglo-portoghese e il belgio il quale ha accettato di scendere in campo per la pace e la stabilità in europa. Sono stati chiamati alle armi anche i firmatari tedeschi, seppur la situazione dell'anshluss abbia portato a diffidenza il governo inglese sua maestà re giorgio V ha voluto comunque onorare gli accordi presi definendo che è solo cosi che si può raggiungere una pace duratura.

    Al governo Francese, principale responsabile del conflitto si offre la possibilità di arrendersi e di sedersi al tavolo delle trattative senza dover spargere inutilmente altro sangue, già molto, troppo ne è stato perso in Africa, in risposta contraria l'esercito del leone inglese è già in marcia verso la città di Lille e la portaerei Charlotte presente nella manica ha già iniziato ripetuti bombardamenti su Parigi.

    Al governo spagnolo, responsabile solamente d'arroganza e di tirannia, gravi crimini che ledono la democrazia, la serenità e la pace europea e mondiale viene concesso il diritto di rimanere neutrale e d'abbandonare la linea ostile che sta creando con il governo inglese onde evitare un espansione del conflitto.


    | Il misterioso Killer |

    Grandi notizia dall'India, sembrerebbe difatti che il misterioso killer che da prima ha terrorizzato la quiete londinese spostandosi poi a Dheli sia stato ucciso da alcuni disbandati indiani, di fatti il killer sembrerebbe abbia preso di mira una donna molto a cuore di questi "nobili" giovani i quali vedendola in difficolta hanno aggredito l'assalitore con sassi, bastoni di legno, tubi d'acciaio, secchi di bidoni e qualsiasi cosa potesse essere imbracciata, alla fine il corpo è stato ritrovato in uno stato simile da non poter riconoscere il volto di quest'ultimo ma la donna aggredita testimonia in favore dei giovani spiegando come fosse in pericolo di vita e di come questi l'abbiano salvata


    | Global News |

    Dal mondo giungono differenti notizie ma nulla di nuovo da quanto riportato precedentemente dalla precedente edizione, difatti questa edizione ha come unico compito di rendere noto in tutte le colonie inglesi della chiamata alle armi, nel tempo in cui viene scritto questo articolo, il governo amico degli United States of America ha dichiarato d'opporsi alla dittatura spagnola entrando ufficialmente in guerra contro il despote ispanico.

    Per quanto riguarda l'impero tedesco le principali notizie riguardano l'Anschluss dell'Austria, le "due germania" sono nuovamente unite, l'inghilterra avente un gran numero di tedeschi non può permettersi una vera e propria presa di posizione nei confronti dell'avvenimento che sembrerebbe aver sgomentato altamente l'intera europa.

    In ungheria è ufficiale il potere radicato del socialismo, il governo è stato costretto a riconoscere l'indipendenza di esso specialmente vista ormai la sparizione dell'austria da parte della cartina, nonostante le iniziali ositilità precedentemente annunciate il re ha dato modo d'intendere che la posizione inglese riguardo l'ungheria sarà mutabile a seconda di come essi reagiranno al regno unito

    L'italia unita finalmente sotto il Duca sembrerebbe voler instaurare una qualche forma di dialogo con il nostro governo, principale causa l'Anschluss, ovviamente il parlamento inglese non intende creare un alleanza anti-tedesca, o almeno non sembrerebbe che sia disposto a far un simile repentino cambiamento mentre si augura che questo sia l'inizio di una lunga e prosperosa collaborazione fra il popolo anglosassone e quello latino

  7. #47
    A Piros Törvény


    \\Logo Del Partito Socialista Ungherese\\

    ==================

    Mese di Pubblicazione: Giugno 1915
    Costo Quotidiano: 100 Corone Ungheresi

    “A Piros Törvény” (La Legge Rossa) è un quotidiano di successo nato durante il periodo della Rivoluzione Proletaria in Ungheria.

    ------------------

    I Primi Problemi per la Comune.

    \\In foto una locandina ideata da un disegnatore, che raffigura
    la Comune di Budapest, al centro, mentre ai lati un minatore, destra, e
    un operaio, a sinistra, con una fiaccola della rivoluzione e una bandiera rossa.\\

    A Budapest a classe operaia è insorta contro l’oppressore Austriaco liberando la città dalle catene della tirannia e in una fabbrica, simbolo della schiavitù proletaria, è stata proclamata la nascita di un nuovo stato socialista eretto dagli operai e dai contadini, ma di fatto tale “stato” si limita alla singola cittadina di Budapest, con qualche provincia nei dintorni, per cui è più corretto chiamarla “Comune di Budapest” riferendosi alla “Comune di Parigi” del 1871.


    La Comune di Budapest guidata dal Compagno Belà Kun aveva il compito di divulgare la causa operai anche nelle altre città d’ungheria: Seghedino e Debrecen ricche di enormi distese di grano e cereali che avrebbero sfamato l’intera comunità della futura Repubblica Operai, ma sorse un grave problema: le province Ungheresi nel corso della rivoluzione sono state influenzate in modo radicale dagli ideali Anarchici e i contadini hanno rifiutato ogni sorte di unione con la Comune di Budapest.

    Gli Operai erano sconsolati e rammaricati, non potevano attaccare i loro fratelli contadini, ma senza il cibo presto la città sarebbe caduta in carestia e intere famiglie sarebbero morte di fame, per cui il Compagno Kun in uno dei Tanàcs ha espresso il suo pensiero riguardo il pensiero Anarchico: più volte si è detto amichevole, anche se non condivide a pieno i suoi pensieri, di fronte questa ideologia molto simile al socialismo per cui ha chiesto un incontro con ogni famiglia contadina dell’Ungheria.

    ---------

    Una Famiglia Allargata.

    \\In Foto gli Squadristi tornati a Budapest con sacchi pieni di cibo;
    inoltre si può notare come tutti indossano le divise da operai diventate il simbolo dei rivoluzionari.\\

    Il Compagno Kun, il padre della rivoluzione, ha fatto visita ad ogni famiglia contadina delle province Ungheresi in modo da raggiungere un accordo con i Capi Famiglia per condividere il raccolto con il resto della comunità, e anche se molti sono stati molto rigidi nei suoi confronti alla fine la maggior parte delle famiglie sono state convinte dalla parlantina del Rivoluzionario, in grado di entrare nei cuori di chi lo ascolta e far leva sui loro sentimenti di libertà per raggiungere il suo scopo.

    L’Anarchia si è diffusa principalmente verso la fine dello Smembramento dell’Impero Austriaco, i tiranni d’Europa, in cui le province Ungheresi vennero abbandonate dai cani da guardia imperiali per andare a morire sul fronte slavo e in quel periodo molte famiglie di contadini decisero di rendersi autosufficienti; i contadini che lavoravano al servizio di un proprietario terriero divennero automaticamente loro i proprietari di quei campi, per cui i raccolti venivano lavorati e tramutati in cibo per poi essere venduti autonomamente nei mercati della città, senza un governo o un autorità superiore quei cittadini erano riusciti a costruire una sorte di comunità autosufficiente dove ogni famiglia produceva e vendeva sopravvivendo per svariati mesi.

    Infatti, le città furono spogliate dei simboli Austriaci come a Budapest con l’unica differenza che lì non esisteva nessuna sorte di gruppo che deteneva il controllo del territorio, anzi tutti si facevano i fatti propri e continuavano la loro normale vita con l’unica differenza di avere la convinzione che nessuno impartiva loro degli ordini, un fatto eccezionale che mai è stato raggiunto da nessun anarchico fino ad ora, ma forse proprio perché i singoli cittadini non si proclamano anarchici, probabilmente non sapevano neanche cosa volesse dire, sono riusciti a creare questa bellissima famiglia allargata dove tutti hanno un compito per far sopravvivere l’altro.

    ---------

    Accordo Anarco-Socialista.

    \\La Bandiera Anarco-Socialista
    simboleggia l'unione tra l'Anarchia, il colore Nero,
    e il Socialismo, il Rosso, ideata nel 1877 da Enrico Malatesta.\\


    L’accordo preso tra il Compagno Kun e le famiglie contadine della Grande Pianura Ungherese raggiunto dopo 3 settimane e il 12 Giugno 1915 venne firmato dal rappresentante della Comune di Budapest, il Compagno Kun, e ogni capo famiglia che ha aderito all’accordo, per cui immaginatevi fare avanti ed indietro per la Grande Pianura cercando di convincere degli Ottusi Contadini, il quale prevede che i raccolti prodotti nei campi vengano venduti, la quantità sarà decisa dal produttore, in cambio dell’adesione alla Comune di Budapest e ovviamente di cibo, vestiti, energia e acqua potabile per sopravvivere, non che la protezione in caso di minacce.


    Il lungo foglio che conteneva tutte le firme è stato portato nella Comune e affisso nella Piazza Principale in bella vista, simbolo di come senza un governo tiranno si possa raggiungere un accordo giusto che rispetti i lavoratori che con fatica coltivano la terra, senza renderli schiavi, anzi integrandoli in una grande comunità. L’economia interna della Futura Repubblica era stata sistemata, ora toccava creare una giusta struttura governativa che poteva rappresentare il popolo prendendo d’esempio i Tanàcs delle Fabbriche.

    ---------

    Nasce di Fatto la Repubblica del Consiglio d’Ungheria.

    \\In foto una Riunione del Tanàcs.\\

    Il 27 Giugno venne organizzato un grande Consiglio in Piazza di Budapest dove venne ufficializzata la nascita della Repubblica, basata sui principi marxisti, dove non esiste nessun oppressore e nessun oppresso, nessun ricco e povero, ma solo semplici lavoratori che vivono in armonia con rispetto reciproco verso le singole persone e il loro operato.

    La Repubblica Socialista avrà come unico Organo deliberativo il Tanàcs il quale sarà indetto ogni fine mese, potranno partecipare tutti i cittadini della Comune, dove saranno promulgate le nuove leggi e il popolo presente dovrà intervenire in caso tali norme andranno contro la Costituzione per cui è doveroso che ogni singolo cittadino studi e apprenda quali sono i suoi diritti nella nuova Repubblica.

    Ai consigli verrà eletto tramite una votazione per alzata di mano di ogni presente, senza distinzione di sesso etnia o razza, un Commissario per l’Agricoltura il quale avrà il compito di supervisionare i raccolti e che tutte le famiglie contadine rispettino l’Accordo firmato il 12 Giugno e il responsabile della sicurezza dei singoli coltivatori, inoltre egli sarà il responsabile dello sviluppo commerciale della Repubblica e sarà il rappresentante della classe contadina durante i consigli; verrà eletto il commissario dell'industria che sarà il responsabile dello sviluppo industriale della Repubblica dovrà garantire orari di lavoro sostenibili, un salario univoco per ogni lavoratore così da evitare la divisione tra poveri e ricchi, sicurezza sul lavoro e in caso di malattia o danni durante gli orari di lavoro sarà comunque stipendiato, ed infine rappresenterà la classe operai durante i consigli.

    Infine sarà Eletto il Commissario del Consiglio il quale sarà il supervisore del Consiglio e rappresenterà i comuni cittadini della Repubblica promulgando leggi e riforme, ovviamente tramite votazione popolare, il Primo Commissario del Consiglio è Bellà Kun il quale, però, ha comunicato che questo sarà un semplice periodo di transizione verso la costruzione del vero stato socialista.

    ---------

    Cosa Fanno I Porci Capitalisti?

    -Gran Bretagna

    E’ l’esempio lampante di come il capitalismo sia sinonimo di schiavitù e oppressione dei popoli a loro detta “minori” secondo uno standard economico come ad esempio gli Africani, che non avendo le conoscenze tecnologiche di noi Europei sono considerati popolazioni facilmente schiavizzarli per sfruttare le loro braccia e la loro terra, così da far accrescere la ricchezza della Borghesia Inglese lasciando sguazzare nel fango coloro che lavorano la terra o scavano nelle miniere per un tozzo di pane duro.

    Le potenze Europee con la scusa del divulgare la Religione Cristiana, un insignificante mezzo usato dalla Chiesa per controllare la mente degli stolti, sono partiti secoli fa alla volta delle Americhe e giunti lì invece di interagire con le popolazioni autoctone hanno spazzato via ogni forma di vita che si opponeva alla loro avanzata, e come l’America anche l’Africa e l’Asia sono state trattate allo stesso modo ma questa volta con la scusa “della modernizzazione” portare la democrazia, come se loro fossero democratici, in quei luoghi dove vige ancora una struttura governativa Monarchica, ma questo è il pretesto per derubarli delle risorse preziose del loro territorio.

    La “Perla” dell’Impero Britannico, l’Impero Schiavista, è l’India colpita da una grave crisi agricola causata dal sovrappopolamento del territorio e di conseguenza il cibo non basta per tutti, o meglio il cibo, le briciole, che vengono lasciate al popolo non può sfamare tutti poiché la maggior parte del raccolto viene preso dagli inglesi e portati in patria. Cercando di rimediare alla morte di centinaia di Indiani il figlio del Re Inglese, Giorgio VI, ha preso a cuore a causa ed è salpato alla volta delle Indie portando con sé grandi quantità di cibo, magari facendo pagare i poveri indiani per avere una scodella di zuppa chissà.

    Che gli Inglesi siano dei tiranni è un fatto appurato, basta pensare come opprimono i popoli della loro stessa isola: Scozzesi, Gallesi e Irlandesi da secoli sono costretti a far parte di un Regno che sostanzialmente li sfrutta non ricambiando in alcun modo la loro fedeltà, solo i Prodi Irlandesi negli ultimi periodi si sono costantemente ribellati ai Padroni di Londra venendo costantemente zittiti dallo stridio dei fucili.

    Il Denaro, il capitale, è l’unica ragione di vita di ogni singolo Inglese che ogni giorno pregano fanaticamente di averne ancora e ancora, anche una singola moneta, ma ne sono dipendenti tanto che sono arrivati al tal punto di comprarsi pezzi di terra prima appartenenti ad un popolo che si è visto scippare la casa sotto il naso: il Bosforo uno stretto appartenente all’Impero Ottomano è stato acquistato dal Governo Londinese per aprire nuove fabbriche, inglesi, di prodotti ittici così da aumentare il ciclo di denaro nelle casse britanniche; ciò, secondo il nostro pensiero, è una vera e propria privatizzazione della Terra che non appartiene ad un singolo individuo, o entità, ma appartiene al popolo che nasci su quella terra che sia Bianco, Nero o “Pellerossa”.

    -Impero Tedesco

    I “Compagni” Socialdemocratici hanno conquistato il potere in Germania tramite delle Elezioni democratiche, in cui il Vecchio cancelliere Michaelis è stato sostituito con il Candidato Socialdemocratico Friedrich Ebert il quale è entrato trionfante nel Parlamento tedesco, come se avesse fatto un Rivoluzione come noi!, e pavoneggiandosi con i colleghi degli altri partiti si vantava di esser diventato Cancelliere, ma il suo peccato di lussuria è stato presto punito.

    Il Kaiser la forma più alta di autorità nell’Impero, ovvero il Tiranno tedesco che decide le sorti di ogni singolo individuo sul suolo del suo impero, ha espresso il suo sentimento di disgusto nei confronti del nuovo Cancelliere, probabilmente dovuta alla sua forma grassa e molle, ed ha subito sfiduciato il povero semi socialista Ebert il quale, ovviamente, si è infuriato assieme ai suoi “compagni” in parlamento, ma zittiti come cagnolini dalla voce grossa del Kaiser ricordando loro che solo lui può Eleggere il Cancelliere.

    Una frase ricca di significati, il Kaiser è l’unico che prende le decisioni all’interno dell’Impero: il parlamento, i partiti e le elezioni sono degli sprazzi di democrazia astratti, inesistenti, buoni solo ad abbindolare la mente dei tedeschi che credono di avere il potere di decidere, ma che in realtà sono semplicemente alla Mercé dell’Imperatore; in conclusione il nuovo Cancelliere è il principe Maximilian von Baden.

    -Norvegia, Danimarca e Svezia


    Nelle fredde lande Scandinave i Nobili di sangue Blu muoiono uno dopo l’altro per la gioia di alcuni Socialisti certo, ma comunque la morte di una persona, per quanto si ostini a ritenersi superiore ad altri solo perché ha “il sangue blu”, è un evento triste e sconsolante soprattutto se gli attentati si verificano con frequenza e provocano anche la morte di innocenti.

    Nei mesi precedenti i Sovrani di Norvegia, Haakon VII, e il Sovrano Danese Christian X hanno indetto un plebiscito popolare per far decidere al popolo Danese, e Norvegese, se unire i due Regni tramite una Diarchia in onore del passato Regno di Norvegia-Danimarca e l’esito del Plebiscito è stato notevolmente favorevole, ma ciò fu il semplice inizio di una maledizione per il Nuovo Regno che cadde in un baratro oscuro.

    I Due Sovrani nordici sono stati assassinati, il Norvegese in un veicolo colpito da un proiettile di un assassino, il colpo ha colpito il collo del Re il quale è morto dinanzi al figlio e alla Moglie, mentre il sovrano Danese è morto in un'esplosione avvenuta nel palazzo di Christiansborg in cui ha perso la vita l’intera Dinastia Danese. Per compensare alla mancanza di un Re i parlamenti di Norvegia e Danimarca hanno eletto Re dei due Regni Harold I, il quale successivamente è diventato anche il Sovrano di Svezia dopo una guerra sanguinosa che ha impiegato l’utilizzo di navale della Portaerei “Charlotte” Britannica.

    Fine Edizione.

    Last edited by Von Moltke il Vecchio; 08-09-2018 at 03:46 PM.
    Sono Ferdinand la Foca non vi scandalizzate :P

  8. #48
    DEUTSCHER REICHSANZEIGER

    Quarta Edizione

    Maggio 1915

    POLITICA ESTERA

    - Dichiarazione di guerra alla Repubblica Francese

    Da più di un anno il Kaiser Guglielmo II aveva annunciato che l'Impero Tedesco avrebbe protetto l'Impero del Maghreb da un tentativo di riconquista franco-spagnola e che ogni azione ostile nei confronti di Fez avrebbe causato una reazione diretta. Ebbene pochi giorni fa, truppe francesi hanno sferrato un attacco a sorpresa contro i ribelli tunisini che erano insorti nella regione e che si trovavano sotto la protezione dello Stato maghrebino, occupando la città di Tunisi.
    L'attacco ai tunisini è stato di fatto un attacco all'Impero del Maghreb e l'Imperatore Guglielmo ha perciò deciso che è tempo di onorare le promesse fatte e ha comunicato in giornata la dichiarazione di guerra a Parigi contemporaneamente a quella compiuta dal Regno Unito, che ha anch'esso onorato gli accordi di protezione. Inoltre al conflitto ha preso parte, insieme alla Gran Bretagna sua protettrice, anche il Regno del Belgio, che ha però optato per non intervenire militarmente.
    Nessuna azione è stata ovviamente compiuta contro il Regno di Spagna, che non ha ancora aggredito lo Stato maghrebino.
    L'Imperatore e il Cancelliere Von Baden hanno quindi annunciato lo stato di guerra con la Francia, riscontrando l'approvazione delle figure più radicali che ritenevano necessario porre un freno alle immense ambizioni francesi il prima possibile. Contrario è invece Friedrich Ebert e in generale lo SPD, i quali vedono nella guerra attuale un'enorme spreco di energie e risorse statali; non potendo però opporsi ad una dichiarazione del capo dello Stato, Ebert si è limitato ad esprimere il suo dissenso e a sperare che il conflitto possa concludersi sena troppi danni.
    Di altro avviso sono i socialisti rivoluzionari all'interno dello SPD guidati da Karl Liebknecht, che ha pesantemente redarguito le azioni dell'Imperatore come «dannose per la classe proletaria tedesca».
    Attualmente non è ancora avvenuto alcuno scontro armato, se non la breve occupazione britannica della città di Lille, poco fa riconquistata da un contingente francese senza però alcuna vittima.
    La redazione si premunirà di fornire in futuro maggiori informazioni.

    - Unificazione della Scandinavia

    Nel freddo Nord Europa, la guerra civile svedese ha visto finalmente la sua fine: la grande coalizione formata dai Lealisti svedesi sostenuti dalla Danimarca-Norvegia, dalla Gran Bretagna e dalla Germania ha sconfitto definitivamente le truppe dei Sovranisti, ponendo fine agli ostacoli per il progetto panscandinavo.
    In virtù dello spirito panscandinavo, Re Gustavo V di Svezia ha dunque proclamato la sua abdicazione in favore del Re di Danimarca-Norvegia Harald, che ha subito decretato l'unione di due regni nel nuovo Regno di Scandinavia, con nuova sede a Kristiania, retto da lui stesso col nome di Harald I.
    Il governo tedesco e il Kaiser Guglielmo si congratulano per la vittoria della coalizione, convinti che il supporto della marina e dell'esercito tedesco sia stato fondamentale, e hanno espresso il desiderio di avvicinare ancora di più i rapporti diplomatici e commerciali con la Germania, ora che nella regione si è ristabilita la tranquillità.

    - La Russia ha un nuovo erede

    A San Pietroburgo pare si stia festeggiando la nomina ufficiale del nuovo erede al trono dell'Impero Russo, dopo le innumerevoli disgrazie che hanno colpito la dinastia Romanov. Dopo molte discussioni, il nuovo erede è stato scelto nella figura di Maria Nikolayevna Romanov, figlia dello zar Nicola II, al quale dunque succederà al momento della sua morte o della sua abdicazione come Imperatrice di Tutte le Russie.
    L'Imperatore Guglielmo II ha dunque presto posto i suoi omaggi alla nuova erede, rallegrandosi della ritrovata stabilità nell'Impero dell'Est Europa.

    - Espansione economica britannica

    Negli ultimi mesi il Regno Unito ha espanso la sua influenza economica sia negli interni sia negli esteri, portando grande ricchezza all'isola del Mare del Nord. In India Re Giorgio V ha ordinato l'inizio di un grande progetto di modernizzazione del territorio, industrializzandone le città con lo scopo di arricchire le povere regioni locali, riscontrando tuttavia gravi rischi derivati dalla manodopera richiesta.
    Contemporaneamente Londra prende accordi con gli Stati Uniti d'America e col Giappone per il progetto "Portaerei", creando una commissione speciale detta Naval Developmente Sphere, nella quale è entrata anche la Germania come primo partner commerciale della Gran Bretagna. L'accordo favorirà una consona gestione dell'influenza marittima sul globo e permetterà alla Germania di velocizzare la costruzione della portaerei SMS Graf Zeppelin, a cui si pensa di aggiungere l'inizio della progettazione per altre due imbarcazioni simili.
    Ma la notizia più significativa proviene dalla zona del Bosforo, dove Londra ha stabilito la sua influenza acquistando i diritti commerciali dal Sultano dell'Impero Ottomano, che in cambio ne riceverà i lauti compensi. La situazione qui pare però incerta, poiché la popolazione locale ha iniziato a manifestare una certa insofferenza verso la presenza britannica.
    Il Kaiser Guglielmo e il Grand'Ammiraglio Alfred von Tirpitz si complimentano per i successi britannici e riaffermano la volontà tedesca di continuare la collaborazione economica fra Berlino e Londra.

    - Tumulti in Italia

    Nella penisola italiana si è assistito alla, pare, fine del clima di tensione e violenza che aveva avviluppato la nazione negli ultimi tempi e che vedeva contrapposte le tre fazioni del governo reale e dei moderati, dei socialisti e dei rivoluzionari e dei cosiddetti Fasci Sansepolcristi miranti invece a ristabilire l'ordine e a creare un governo più stabile e forte. Proprio quest'ultimi si sono aggiudicati la vittoria nella crisi civile, ponendo letteralmente d'assedio la città di Roma e costringendo il Re Vittorio Emanuele II ad affidare la carica di Presidente del Consiglio al "Duca" del recentemente fondato Partito Nazionale Sansepolcrista (PNS) Arnaldo Mussolini.
    Il nuovo governo ha assunto fin da subito caratteristiche nazionaliste e anti-socialiste, senza tuttavia sostanziali cambiamenti nella relazioni con l'estero se non nei confronti dell'ormai caduta Austria, l'ostilità verso la quale è diventato il cavallo di battaglia del nuovo Primo Ministro. Migliorano i rapporti con la Francia, nonostante la presenza nella nuova formazione parlamentare di molti sostenitori delle terre irredente francesi di Corsica, Nizza e Savoia.

    - Questione Danubiana

    La reazione internazionale alla notizia dell'annessione tedesca dell'Arciducato d'Austria ha destato più sgomento di quanto pensato: i rappresentanti politici di Italia e Russia hanno infatti contattato l'Imperatore Guglielmo esprimendo la loro disapprovazione per il cosiddetto Anschluss. In particolare si guarda con preoccupazione alla posizione italiana, che non ha voluto riconoscere l'effettuata unione.
    Guglielmo II si è allora sconcertato dalla rapida e rovinosa piega degli eventi, che rischiano di scatenare nuova sofferenza nell'area danubiana da poco stabilizzata. Con in mente il solo desiderio di mantenere la pace, il Kaiser ha preso la decisione, con i suoi poteri speciali, di sospendere l'atto ufficiale dell'annessione e tutti i decreti da esso derivanti fino a quando non sarà trovata una soluzione, riservandosi però di mantenere le guarnigioni tedesche sul territorio.
    L'Imperatore non desidera infatti un possibile conflitto con Roma e San Pietroburgo e per questo ha deciso di venire incontro alla richieste delle due potenze.
    Attualmente l'Imperatore sta prendendo contatti con i capi di governo Arnaldo Mussolini e Boris Stürmer con lo scopo di raggiungere degli accordi per la sistemazione dei rapporti fra gli Stati danubiani - in particolare, oltre all'Austria, Cecoslovacchia, Serbia e, ha aggiunto, Romania - e le grandi potenze europee.
    Guglielmo ribadisce la sua disponibilità al dialogo pacifico ma conferma anche che «Se la Germania dovrà fare un passo indietro, allora anche Italia e Russia dovranno essere disposti a fare lo stesso, affinché vi sia equilibrio ed equità!».
    Nel territorio austriaco, i ministri di Stato regionali e l'Imperatore Francesco Giuseppe sono stati richiamati a Berlino per sicurezza e l'autorità è passata temporaneamente al generale Alexander von Kluck, la cui azione sarà però dettata dalla capitale.

    - I socialisti e l'Ungheria

    Arrivano notizie dalla neonata Repubblica Consiliare d'Ungheria del neo eletto Commissario del Consiglio Béla Kun, detto "padre della rivoluzione".
    Apprendiamo come la rivoluzione marxista si sia generata dapprima nella capitale ungherese, dove è stata creata la prima Comune di Budapest e abbia poi abbracciato l'intera Ungheria in seguito ai contatti presi fra Kun e i contadini anarco-socialisti delle campagne circostanti, portando alla nascita della Repubblica Consiliare.
    Le prime notizie di ambito estero da parte di Budapest sono state delle più dure e vergognose: il quotidiano ungherese ha di fatto condotto una sorte di requisitoria verso ognuna delle grandi potenze, accusandole di sfruttare il proprio popolo ai limiti dello schiavismo deprivandolo di ogni libertà. Il Ministro degli Esteri Arthur Zimmermann ha tuonato a tali dichiarazioni, bollandole come becera propaganda dettata da un odio irrazionale verso il prossimo, mentre il leader dello SPD Friedrich Ebert ha espresso il suo favore all'esperienza socialista, purtuttavia disapprovando la presa di potere violenta: si è detto però lieto che il socialismo abbia preso per la prima volta il potere in uno Stato europeo. L'Imperatore Guglielmo ha invece stranamente accolto le dichiarazioni ungheresi, forse dando loro ben poco peso, e si è limitato a riconoscere la Repubblica Consiliare. Guglielmo ha tuttavia fatto notare come, mentre un Ungheria Socialista in sé non rappresenti - nella sua opinione - un pericolo per la Germania, un espansione di questa metterebbe a rischio l'integrità dell'area danubiana ed è perciò compito di Berlino fare in modo che Budapest non arrechi danno alle altre nazioni confinanti, in special modo Serbia e Cecoslovacchia.
    L'Impero Tedesco manterrà perciò una politica di pacifica ostilità con la Repubblica d'Ungheria.

    FINE DELLA QUARTA EDIZIONE
    Last edited by Nikolay Lenin; 08-09-2018 at 10:18 PM.

  9. #49
    .
    Last edited by falco1994; 08-10-2018 at 09:40 AM.
    http://www.lospecchiodieva.com/2014/04/18/che-te-fai-dun-titolo-charles-bukowski/

  10. #50
    #Pravda#


    \\Stemma della Repubblica
    Cecoslovacca.\\


    {Quotidiano Nazionale}

    Data di Pubblicazione: Luglio 1915
    Costo: 250 Corone Cecoslovacche

    -==-==-

    Stato Multietnico.

    \\In foto la mappatura della Boemia;
    in nero le zone con maggioranza tedesca.\\


    La Repubblica Cecoslovacca, fondata su un concerto democratico, nei suoi confini nazionali racchiude in sé diverse popolazioni diverse tra loro, per religione, usi e costumi, ma non per questo saremo una copia dell’Impero Austriaco in nessun modo verranno oppressi i cittadini di diverse etnie anzi verrà garantita loro indipendenza linguistica, potranno parlare liberamente la loro lingua per le strade delle loro città e avranno un'autonomia scolastica.

    Le minoranze linguistiche sono ungheresi, polacchi, ruteni e tedeschi ai quali saranno garantiti i loro diritti, ma i territori da essi abitati non riceveranno nessuna forma di autonomia, poiché un principio della Costituzione Cecoslovacca recita:

    “La Repubblica,una, ed indivisibile promuove le autonomie linguistiche preservando, con ogni mezzo, la cultura dei popoli all’interno della Repubblica, ma non garantisce nessuna forma di autonomia territoriale..”.

    D’altro canto ogni popolazione avrà il diritto di avere dei rappresentanti all’Assemblea Nazionale e i deputati possono esprimersi ciascuno nella propria lingua madre così da poter rappresentare, e difendere da ingiustizie, il proprio popolo.

    Numericamente i tedeschi rappresentano il secondo gruppo linguistico dello stato, dopo i Cechi, ma prima degli Slovacchi e per rafforzare il proprio influsso, cechi e slovacchi da costituzione, venivano considerati come un popolo unico che pertanto era largamente maggioritario; la comunità tedesca è racchiusa principalmente in Boemia, e in Moravia, lungo il confine con l’Impero Tedesco, nelle cosiddette regioni germanofone, in un territorio chiamato “Sudetenland” il termine tedesco per rappresentare codesti territori, ma in Ceco, e slovacco, la traduzione è “Sudety”.

    I Sudety fin dalla proclamazione della Repubblica hanno manifestato un forte sentimento nazionalista e la loro voglia di entrare a far parte di uno stato tedesco, quale Impero Tedesco o Austriaco, ma le loro lamentele non sono state ascoltate poiché la Boemia, da sempre la casa della cultura Ceca, non può essere divisa in nessun modo ma il Presidente Masaryk ha comunque preso a cuore la situazione ed ha promesso di prendere soluzioni per riappacificare gli animi Tedeschi.

    Un’altro problema è quello degli Ungheresi nel sud della Slovacchia desiderosi di far parte dello pseudo stato socialista creato durante la Rivoluzione, ovviamente anche in questo caso le inutili lamentele sono state ignorate, ma, a differenza dei Sudety, c’è il concreto timore che gli Ungheresi possano diventare ostili emulando le gesta socialiste dei loro fratelli in patria e per evitare ciò è stata dispiegata l’Armáda Československa Republiky (Esercito della Repubblica Cecoslovacca) lungo il territorio popolato dagli Ungheresi.

    -==-==-

    Aperti Contatti con i Socialisti Ungheresi.

    \\In foto l'immagine della camera del Palazzo Primatizio
    durante la Riunione Ungaro-Cecoslovacca.\\

    In data 17 Luglio uno storico incontro è avvenuto a Bratislava tra i vertici del Governo Cecoslovacco e il Leader Rivoluzionario Ungherese Abel Kohn per discutere dell’attuale situazione che affligge il territorio Danubiano, non più unito bensì diviso e dunque soggetto ad influenze estere, ma principalmente per stipulare un accordo militare di reciproca difesa in caso l’Austria ritornasse a minacciare le due Repubbliche.

    Prima dell’incontro il Primo Ministro Karel Karmar, con il consenso del Presidente, ha aperto le comunicazioni con il sedicente stato Socialista ungherese, per cui è stato riconosciuta l’esistenza di tale stato, ma comunque il pensiero verso l’Ideologia Socialista applicata con la rivoluzione viene ripudiata dal popolo cecoslovacco, i contatti sono iniziati nel mese di Marzo e si sono ripercossi fino a luglio: in totale sono stati mandate 3 missivi da entrambi le parti per raggiungere questo incontro.

    Inizialmente il Socialista Kun non era favorevole ad un incontro, a sua detta, con “uno stato schiavista” come il nostro, schiavista poiché viene adottato il sistema capitalista, ma dopo lo scambio di missive il “padre della rivoluzione” si è ammorbidito probabilmente poiché anche egli ha il timore di un possibile ritorno di fiamma da parte dell’Austria; l’incontro inizialmente i Socialisti volevano farlo a Budapest, ma per ovvi motivi il Primo Ministro ha rifiutato per cui si è optata per la città di Bratislava.

    Alle 9:13 di mattina il Socialista Kun ha oltrepassato il confine Sud della Slovacchia su di una vettura decappottabile dove, passando per i territori popolati da ungheresi, veniva acclamato dai cittadini urlanti, alcuni hanno inseguito l’auto con la speranza di toccargli la mano, e lui per ricambiare l’affetto li ha salutati; ciò ha infastidito molto il Partito Nazionalista che ha storto il naso nel vedere gli ungheresi acclamare un Socialista, che effettivamente rappresenta una minaccia per la repubblica, ma si sono limitati a non opporsi e ha modificare il tragitto di ritorno così da non essere acclamato nuovamente.

    Giunto a Bratislava alle ora 11:08 è stato scortato dalle Guardie Presidenziali, un gruppo autonomo dell’Esercito Cecoslovacco incaricato per proteggere il Presidente che in questo caso un politico estero, fino al Palazzo Primaziale dove ad accoglierlo, oltre a dei cittadini incuriositi, era presente una folal di giornalisti pronti a scattare foto o strappare qualche parola dalla bocca del Rivoluzionario; molti cittadini speravano che il primo politico estero che avrebbe visitato la Repubblica sarebbe stato un illustre politico inglese o francese, ma anche Tedesco o Russo magari, e invece si sono ritrovati un Socialista Ungherese.

    La riunione è iniziate alle 12:00 in punto, il Primo Ministro Karmar è un uomo che ci tiene alla precisione, ed è durata circa 3 ore molto lunghe ed intense: il caldo nella camera aveva raggiunto livelli estremi tanto che gli accompagnatori di Kun si tolsero la giacca, restando in abiti comuni da operai, mentre l’Illustre Karmar non si è scomposto minimamente così come Kun un uomo che ci tiene alla propria immagine c’è da dirlo.

    In conclusione è stato stipulato un Accordo Ungaro-Cecoslovacco con il quale le due parti si avvalgono di una protezione reciproca in caso in cui l’Austria, per vendetta o per altri motivi, attacchi direttamente uno dei due stati per ricreare l’Impero disgregato; l’accordo è stato rinominato “Patto di Bratislava” sarà in vigore per i prossimi 5 anni per poi essere eventualmente modificato e renderlo ufficiale nuovamente.

    -==-==-

    Diamo Un'occhiata Al Mondo.
    -Impero Tedesco

    \\Veduta del Porto di Moldauhafen.\\

    Il Kayser cambia Cancelliere come fossero mutande, in questi 4 mesi le chiavi della cancelleria tedesca sono passati nelle mani di 3 esponenti politici: il primo fu Michaelis, il quale è stato sfiduciato dal Kaiser in persona poiché non lo riteneva adatto al ruolo di Capo del Governo; il sostituto è stato il Socialdemocratico Friedrich Ebert che ebbe riscosso un enorme successo assieme al suo partito tanto da aver portato molti deputati all'interno del parlamento, ma anche egli è stato sfiduciato dall'Imperatore per lo stesso motivo di Michaelis.

    Alla fine è stato optato per il Principe Maximilian von Baden, amico stretto dell’Imperatore, che ha causato la furia Socialdemocratica zittita dal grido di Guglielmo il quale ha ribadito che solo lui può eleggere il Cancelliere, a seconda dei suoi gusti; il Presidente Masaryk si è espresso riguardo questo evento sottolineando come all’interno dell’impero Tedesco vige una finta democrazia: il popolo non partecipa direttamente alla vita politica dello stato e anche gli stessi politici alla fine possono essere surclassati dalle decisioni dell'Imperatore, ma comunque non critica l’operato tedesco limitandosi a commentare gli eventi accaduti.

    Negli Ultimi mesi sono stati presi accordi con i vari Governi tedeschi all'affitto da parte della Repubblica Cecoslovacca di un porto tedesco riversato sul Mar del Nord; operazione è stata fatta con lo scopo di garantire alla nostra Repubblica uno sbocco marittimo così da poter commerciare anche con i paesi nordici, la formula di affitto prevede un versamento annuo di 50.000 Corone Cecoslovacche mentre l’approdo e la spedizione verso la Boemia sarà totalmente gratuita, il porto di Moldauhafen sarà considerato un extraterritorio e non un Enclave poiché il governo Cecoslovacco non ha potere su quel territorio, l’affitto durerà per i prossimi 99 anni per cui la scadenza è fissata per il 1981 solo Dio saprà se ci saremo ancora.

    -Impero Russo


    L’anno passato in Russia è stato oscuro e ricco di colpi di scena: per iniziare il Mago Rasputin fu accoltellato in piazza d’Inverno da una Donna Siberiana, che sosteneva di aver ucciso l’anticristo, ma per fortuna della Famiglia Romanov il Mago fu salvato dai medici dell’ospedale di San Pietroburgo, in un primo momento, poiché dei sicari, camuffati da dottori, hanno avvelenato con sostanze velenose il Mago provocando la sua morte.

    Il mandante dell’assassinio è stato identificato nel principe Jusupov che fu imprigionato e condannato a morte, ma Egli riuscì a scappare trovando un rifugio nei pressi di una famiglia Ungherese per poi dirigersi, con l’aiuto del Duca Guglielmo, a Vienna dove l’Imperatore per evitare dispute con lo Zar l’ha esiliato in Svizzera; nel mentre in Russia durante i funerali del Mago Rasputin la famiglia Romanov è stata colpita dalla tragica morte del Figlio Aleksej, vittima di Emofilia, dalla puntura di una rosa morto tra le braccia della madre.

    Lo Zar Nicola II dovette decidere chi proclamare come Erede al trono tra i 4 pretendenti maschi, decise di affidare il Trono al Granduca Nikolaj detto il Gigante, ma egli mori come gli altri 2 pretendenti, mentre il quarto per paura di esser colpito dalla "maledizione" ha rinunciato al trono; lo Zar ormai non aveva più eredi Maschi a cui affidare il trono tranne che al Granduca Michele, a sua detta però troppo pauroso, per cui ha scelto come suo erede la Figlia Maria che sicuramente non sarà acclamata dal popolo come lo sarebbe stato un imperatore maschio, probabilmente non sarà neanche considerata dai politici Russi, ma chissà, intanto il presidente Masaryk non si è espresso più di tanto per lui l’erede è indifferente.

    -==-==-

    Fine Edizione.

    Last edited by Von Moltke il Vecchio; 08-10-2018 at 06:25 PM.
    Sono Ferdinand la Foca non vi scandalizzate :P

Page 5 of 9 FirstFirst ... 34567 ... LastLast

Thread Information

Users Browsing this Thread

There are currently 1 users browsing this thread. (0 members and 1 guests)

     

Bookmarks

Posting Permissions

  • You may not post new threads
  • You may not post replies
  • You may not post attachments
  • You may not edit your posts
  •